Cesa

Niente classe prima a tempo pieno, protestano le mamme della ‘Rodari’

Cesa – “Siamo stanche di essere prese in giro”. Comincia così lo sfogo di un gruppo di mamme che hanno costituito un comitato genitori della scuola “Angeli di San Giuliano” e che combattono da oltre sei mesi per l’istituzione della classe prima a tempo pieno presso la scuola elementare “Gianni Rodari”.

“E’ da tempo, ormai, – dichiara il gruppo di mamme – che abbiamo avanzato la richiesta gli organi di competenza per poter formare la classe prima a tempo pieno che dovrebbe accogliere i nostri figli che frequentano l’ultimo anno della scuola dell’infanzia, ma non abbiamo ottenuto nulla se non false promesse”.

Genitori, quindi, sul piede di guerra di fronte alla loro richiesta negata di tempo pieno alla primaria: “La nostra battaglia – sottolineano – è cominciata dall’inizio dell’anno scolastico quando abbiamo notato che già non era stata avviato il nuovo ciclo a tempo pieno. Preoccupate per i nostri figli che si avviano a completare il percorso alla scuola dell’infanzia, ci siamo rivolte all’istituzione comunale e agli organi di istruzione per far presente la nostra richiesta ed abbiamo anche avanzato l’ipotesi di farci carico completamente del costo del ticket mensa proprio per non gravare sulle casse comunali. Purtroppo, però, dopo aver consegnato le domande alla scuola elementare per la trasmissione on-line delle domande di iscrizione, ci siamo ritrovate con un pugno di mosche in mano poiché risultavano soltanto undici iscrizioni per il tempo pieno e, di conseguenza, la richiesta per il tempo pieno è stata negata. Oltre il danno anche la beffa, quindi, sia per noi che per i nostri bambini perché ci vediamo negare un nostro diritto soprattutto considerato il fatto che la nostra scuola elementare è già attrezzata per lo svolgimento del tempo pieno. Siamo rammaricate del fatto che l’unica alternativa possibile alla nostra richiesta sia dover trasferire i nostri bambini in altre istituzioni scolastiche dove i lori ed i nostri diritti non siano calpestati”.

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