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Internet mobile su smartphone: per i giovani è allarme sicurezza

 Grazie al sempre maggiore accesso alla rete adslcon le offerte delle compagnie telefoniche, gli utenti che si affacciano al mondo del web sono di conseguenza in continua crescita e sono di tutte le età.

Grazie ai diversi portali di comparazione online, infatti, è possibile mettere a confronto le offerte di telefonia ma anche quelle per l’adsl, e quindi scegliere la più vantaggiosa per le proprie esigenze. Quelli che però fanno più uso della connessionesono i cosiddetti “nativi digitali”, ossia quella generazione che è cresciuta durante il boom del mondo digitale dei computer, internet, cellulari ed mp3. Nati in una nuova società multi schermo, questi giovani hanno un’età che si aggira intorno ai vent’anni e sono ritenuti interessanti per il loro approccio con internet.

Secondo la ricerca dal titolo “Security of the Digital Natives”, condotta dall’Università di Milano-Bicocca e del Tech and Law Center e che ha coinvolto 1.012 studenti nativi digitali di venti strutture universitarie in tutta Italia e i cui dati sono stati presentati lo scorso 17 maggio durante il Wired NextFest (il festival dell’innovazione organizzato dal mensile Wired Italia), quasi tutti i ventenni usano i social network, ma sono poco o nulla attenti alla propria sicurezza.

Questa ricerca condotta e presentata da Andrea Rossetti,docente di informatica giuridica e filosofia del diritto all’Università-Bicocca e da Giuseppe Vaciago, docente del Tech and Law Center, dimostra che circa il 40 per cento di questi giovani non utilizza una password per il proprio smartphone, non esce correttamente dalle varie app che usa e quindi non effettua il log out e per un 20 per cento non cancella i propri dati in modo sicuro e nessuna di queste cose li preoccupa particolarmente. Inoltre, stando ai dati, emerge che l’uso principale è con il fine di comunicare. Infatti, il 75 per cento di questi ammette di usare ogni giorno smartphone per accedere a internet, mentre l’85 per cento lo utilizza principalmente per servizi di instantmessaging, come Whatsapp o Skype. Invece a generalmente si possa pensare, solo il 25 per cento usa il dispositivo per videogiochi online o altre app.

L’analisi ha portato anche ad un’ulteriore dato, ossia che i giovani non hanno una giusta conoscenza del mezzo. Infatti, all’inizio del test l’82 per cento riteneva di avere delle conoscenze quantomeno discrete, mentre alla fine del questionario, alla risposta della stessa domanda, la percentuale è diminuita fino al 66 per cento.

Oltre a non utilizzare il codice Pin per il proprio smartphone, effettuare log out, a usare password facilmente deducibili, il 20 per cento afferma anche di non effettuare una cancellazione sicura dei dati nel qual caso decida di vendere o prestare il proprio smartphone.

Inoltre, il 60 per cento degli studenti si connette alle applicazioni attraverso il log in di Facebook o Google. In quanto a preoccupazione, ben il 61per cento non si ritiene affatto preoccupato della sicurezza dei dispositivi mobili.Questa mancanza di consapevolezza è dovuta principalmente alla percezione che la privacy e la sicurezza informatica siano solo un ostacolo per l’utilizzo delle varie applicazioni e del dispositivo stesso e tutto questo viene a sminuire l’importanza fondamentale che in realtà ha la propria tutela.

Quindi, anche se questa nuova generazione di “nativi digitali” può essere sicuramente molto più pratica rispetto alle altre in quanto all’uso pratico dei vari dispositivi tecnologici in quanto è cresciuta pari passo a quest’ultima, si può altrettanto affermare che ha perso quasi del tutto l’interesse verso la propria privacy, che potrebbe un giorno ritrovarsi nelle mani di qualcuno con non buone intenzioni.

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