Casaluce

I luoghi di W i Bambini: V tappa dell’Italian Tour

W i BambiniCASALUCE. L’Italian Tour raggiunge la Provincia di Caserta e ripassa a salutare gli amici di Casaluce, dove aveva già fatto sosta nel 2007 alla ricerca dell’Isola che non c’è … Ora un nuovo viaggio, all’inseguimento di una storia vera, la Spedizione dei Mille, …

… che ha contribuito a fare l’Italia e in una terra che vanta una storia antichissima, legata a insediamenti agricoli pre-romani, alla modesta navigabilità del fiume Clanio, che agevolava la frequentazione del territorio e che sarebbe impossibile ripercorrere in maniera completa anche brevemente.
Le origini di Casaluce risalgono al III sec. a. C e rientra in quel territorio della Campania Settentrionale che oggi è detta Terra di Lavoro e che anticamente era chiamata Liburia. Questo nome indicava la terra abitata dai Leborini o Liburi, un popolo che abitava nei dintorni di Aversa. È diffusa l’opinione che l’origine etimologica della parola fosse il gentilizio “Libor”, diventuto “labor” e quindi “lavoro” per un errore di trascrizione fonetica. Casaluce visse le vicende di questa terra: la grandezza dell’epoca romana, la successiva decadenza per le invasioni barbariche che causarono l’abbandono del territorio; l’essere teatro di combattimento fra bizantini e longobardi, le incursioni saracene … Casaluce viene nominata per la prima volta in un atto di donazione del 964 descritto dalla “Cronaca Volturnese”, con il quale i principi capuani PandolfoI e Landolfo III, donarono ai monaci benedettini del Monastero di San Vincenzo al Volturno, i propri possedimenti tra cui quelle denominate terre degli ” Homines de Casaluci”. La regola dell’ora et labora assicurò la rinascita del territorio come centro agricolo e lo sottrasse alla decadenza dell’epoca barbarica. Il termine Casaluce dovrebbe significare anche “castello nel bosco”, facendo riferimento a una terra con un casato in pietra di tufo, lasciata in pagamento per i servizi offerti a cinque cavalieri normanni della famiglia Drengot Quarrel con 300 uomini di scorta postisi al servizio di Sergio IV di Napoli. Questo casato fu trasformato in fortezza, anzi nel primo insediamento normanno, e godeva di un posizione strategica fra Capua e Napoli. Uno di questi cavalieri, Rainulfo Drengot fondò il castello di Casaluce, che venne realizzato in tufo, senza porte né finestre e protetto da un ampio fossato riempito d’acqua grazie alla vicinanza del fiume Clanio. Alla vicende di questo castello e dei suoi principi si lega buona parte della storia medievale di Casaluce; che è nota anche per le peripezie, le leggende, le vicende storiche legate all’icona della Madonna col Bambino di Casaluce (e le due sacre Idrie che la tradizione ha voluto attribuire alle giare utilizzate da Gesù Cristo per il primo miracolo di Cana in Galilea), lasciata da Carlo D’Angiò a suo nipote Ludovico, il cui culto è ancora acceso.
Parteciperanno alla tappa di W i Bambini a Casaluce le classi quinte A e B delle scuole elementari di Teverola, Casaluce, Cesa, il IV e il V Circolo Didattico di Aversa e gli alunni di quinta delle scuole elementari di Frignano, Lusciano, Santa Maria Capuavetere, Apollosa. I bambini potranno rivedersi in TV, grazie ai video girati dalle telecamere Mukko Pallino, trasmissione televisiva per ragazzi, i cui video verranno pubblicati anche sul sito www.bimed.net link W i Bambini!

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