Teverola

Ipercoop, è arrivato il momento della verità

Medì-Ipercoop di TeverolaTEVEROLA. Per l’Unicoop Tirreno di Teverola è arrivato il momento della verità. Mercoledì, nel corso della riunione del coordinamento nazionale a Roma, dovrebbero essere definite le linee strategiche del piano di ristrutturazione della cooperativa composta da 25mila soci, …

… piano che dovrebbe prevedere finanche la cessione di quattro punti di vendita regionali, compresa la sede dell’agro aversano. Nell’occasione verranno fornite dai vertici aziendali informazioni, questa volta ufficiali, sia sui dati di bilancio del gruppo (si parla di una perdita di esercizio nel consuntivo 2008 che si aggira intorno a un milione di euro) sia sui possibili acquirenti delle unità di Napoli e Caserta, quest’ultima operativa all’interno del Centro Medì con circa 100 dipendenti. E si tratterà di una verifica a tutto campo nella considerazione che finora erano circolate notizie solo ufficiose sulle manifestazioni di interesse pervenute per le sedi campane e che vedrebbero in pole position l’associazione dei dettaglianti Despar.

Dal coordinamento di mercoledì si attendono informazioni più rassicuranti anche per il destino dell’Unicoop di Benevento, situata all’interno del «Centro I Sanniti» e che rischia un possibile ridimensionamento della struttura commerciale e una inevitabile riduzione del personale. Con la verifica nazionale, insomma, la vertenza Unicoop perviene a una svolta decisiva, certamente significativa rispetto alle ragioni sociali del colosso della grande distribuzione che ha tra i suoi scopi primari proprio quello di favorire i consumatori.

Anche per questo profilo, d’altra parte, la vicenda è salita alla ribalta nazionale a seguito di una specifica interrogazione parlamentare inoltrata dal senatore dell’Italia dei valori Nello Di Nardo, destinatari i tre ministeri delle Politiche agricole, dello Sviluppo e delle Salute. Intanto, è sempre più acceso il dibattito sul piano messo a punto da Mida 3 di Teverola per fronteggiare la pesante crisi dei consumi, con il conseguente ridimensionamento degli gli organici (60 unità).

Dopo il preliminare siglato con i sindacati ieri sera sono stati i lavoratori a indicare, nel corso di un’assemblea, le soluzioni più diversificate per ridurre l’impatto sugli annunciati provvedimenti di mobilità. Innanzitutto sarà realizzato uno specifico questionario per individuare i soggetti volontari disposti a trasferirsi in una delle tre strutture che Mida 3 dovrebbe aprire prossimamente, di cui una a Piedimonte Matese. Solo dopo verrà riaperta la trattativa, nella convinzione che le procedure ipotizzate in sede aziendale potranno trovare sbocco in un accordo definitivo, ma questa volta con l’avvallo di tutte le componenti istituzionali.

da “Il Mattino!”, 25.11.08 (di Enzo Mulieri)

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