Trentola Ducenta (Caserta) – Botta e risposta politico a distanza tra il capogruppo del gruppo Misto di opposizione in Consiglio Comunale, Michele Ciocia, e il sindaco Michele Apicella. Al centro dello scontro le dichiarazioni rese dal primo cittadino durante il comizio del 2 maggio in piazza Paolo Manna, alle quali Ciocia ha deciso di replicare punto per punto.
Il dissesto finanziario – “Devo rispondere a due accuse fatte al sottoscritto dal sindaco Michele Apicella durante il suo comizio del 2 maggio scorso in piazza Paolo Manna”, afferma Ciocia, contestando innanzitutto quanto attribuitogli sul tema del dissesto finanziario dell’Ente. “Avrei affermato nel comizio del 30 maggio scorso che la Corte dei Conti gli avrebbe intimato il dissesto finanziario. Falso! Non avrei mai commesso un simile errore, perché tutti sanno che il dissesto lo dichiara l’Ente”, sostiene il consigliere di opposizione. Ciocia chiarisce quindi la propria posizione: “Ho risposto a lui, che si vantava di non aver dichiarato il dissesto finanziario, che non ne esistessero le ragioni. Ho detto, nel contempo, che a lui serviva lo status quo per continuare a spendere e spandere, invece di ripianare il disavanzo, come prescrive l’articolo 188 del Tuel, nonostante avesse aumentato al massimo tutte le tasse”.
Nel documento politico vengono quindi riportati i dati relativi ai rendiconti finanziari degli ultimi anni: “Rendiconto 2020 con disavanzo di 7.963.629,16 euro (2.023.180,29 euro in più rispetto al disavanzo del 2019); rendiconto 2021 con disavanzo di 8.464.473,91 euro (500.844,75 euro in più rispetto al disavanzo del 2020); rendiconto 2022 con disavanzo di 10.757.453,73 euro (2.292.979,82 euro in più rispetto al disavanzo del 2021). Come si vede il danno finanziario procurato in soli due esercizi finanziari, nonostante l’aumento massimo delle tasse, è stato di 2.793.824,57 euro”. Secondo Ciocia, “non essendoci stato oculato piano di rientro finanziario, il disavanzo al 2022 di 10.757.453,73 euro, sommato a 2.850.000 euro di debiti fuori bilancio, mai portati a conoscenza del Consiglio Comunale, è schizzato a circa 13.500.000 euro”.
Il consigliere sottolinea, inoltre, come il confronto diretto sul tema non sarebbe mai avvenuto: “Tuttavia tale discorso, molto articolato, può essere sviscerato solo in un confronto diretto che il sindaco ha sempre rifiutato, come fa ancora oggi, e non con battute ad effetto, fatte da un palco, ma senza prove”. “In un pubblico comizio, in assenza della controparte politica, per farsi gratuita propaganda è facile cambiare le carte in tavola, mistificando la realtà dei fatti”, aggiunge.
Le accuse sull’ostruzionismo – Nella replica, Ciocia affronta anche le dichiarazioni del sindaco sul comportamento dell’opposizione in aula consiliare: “Il sindaco, nello stesso comizio, ha accusato l’opposizione di alzare la voce e di fare ostruzionismo in Consiglio Comunale: forse aspettava gli applausi quando per l’intera consiliatura ha portato in Consiglio atti preconfezionati, parola che a lui piace, senza mai un incontro, né una comunicazione preventiva sugli argomenti all’ordine del giorno?”, afferma il capogruppo del Misto. Infine, la stoccata politica conclusiva rivolta al primo cittadino: “Lancia simili accuse e poi candida consiglieri comunali dell’opposizione nelle sue liste: mi pare che la sua coerenza lasci molto a desiderare!”.

