Trump posta foto con il mitra: “Iran si dia una regolata”. Teheran minaccia azioni senza precedenti

di Redazione

La crisi tra Stati Uniti e Iran continua a muoversi su un terreno sempre più instabile, tra pressioni militari, tensioni marittime e tentativi diplomatici che faticano a trovare uno sbocco. Il punto più delicato resta lo Stretto di Hormuz, crocevia strategico per il commercio globale di energia, mentre Washington intensifica il blocco navale e Teheran minaccia risposte senza precedenti.

Trump: blocco navale e linea dura contro Teheran – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivendicato una vittoria “militare” sull’Iran durante una cena di Stato con Carlo III. In un’intervista ad Axios, ha ribadito l’intenzione di mantenere il blocco navale fino a quando Teheran non accetterà un accordo sul programma nucleare, definendolo “in qualche modo più efficace dei bombardamenti”. Il presidente ha sottolineato che il blocco resta la principale leva negoziale, pur lasciando aperta la possibilità di un’azione militare qualora l’Iran non ceda. “Stanno soffocando come un maiale imbottito. E per loro andrà sempre peggio. Non possono avere un’arma nucleare”, ha dichiarato, aggiungendo che Teheran sarebbe pronta a trattare pur di ottenere la revoca delle restrizioni.

Trump  con il mitra – In un ulteriore segnale di escalation, Trump ha pubblicato sui social un messaggio dai toni duri contro l’Iran, accompagnato da un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritrae armato davanti a un paesaggio in guerra. “No More Mr. Nice Guy” (“Basta con il signor Gentile”) recita la didascalia, rilanciando la linea dura già espressa nei confronti di Teheran e affermando che il regime deve “darsi una regolata” e che non sa “come firmare un accordo non nucleare”.

Ipotesi attacchi e strategia del Pentagono – Secondo quanto riportato da Axios, il Centcom avrebbe già predisposto un piano per una serie di attacchi “brevi e potenti” contro l’Iran, con l’obiettivo di sbloccare lo stallo negoziale. Intanto, il segretario alla Guerra americano, Pete Hegseth, intervenendo al Congresso, ha difeso l’operato dell’amministrazione, definendo il conflitto una “lotta esistenziale” e puntando il dito contro le critiche interne, giudicate “avventate e irresponsabili”.

Le minacce dell’Iran: “Azioni militari senza precedenti” – La risposta iraniana non si è fatta attendere. Secondo l’emittente statale Press TV, Teheran starebbe valutando “azioni militari concrete e senza precedenti” contro il blocco navale americano. Una fonte di sicurezza citata dal canale ha spiegato che la mancata reazione finora sarebbe stata un tentativo di lasciare spazio alla diplomazia, ma ha avvertito che gli Stati Uniti dovrebbero aspettarsi presto un cambio di strategia.

Raid israeliani nel Libano meridionale – Sullo sfondo del confronto tra Washington e Teheran, si inserisce l’escalation nel sud del Libano. Secondo il quotidiano L’Orient Le Jour, almeno cinque persone sono morte e 22 sono rimaste ferite nei raid condotti dall’esercito israeliano. Mezzi militari, tra cui veicoli e un bulldozer, sarebbero avanzati verso la città di Khiam. Un portavoce dell’esercito israeliano ha chiarito che l’obiettivo non è l’occupazione del territorio, ma la sicurezza del confine nord, da raggiungere “con la diplomazia o con la forza militare”.

Ue vara piano straordinario sugli aiuti – Le ripercussioni della crisi si riflettono direttamente sull’economia europea. La Commissione europea ha approvato un nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato per sostenere i settori più colpiti dall’aumento dei costi energetici. I governi potranno coprire fino al 70% dei costi aggiuntivi legati a energia, carburanti e fertilizzanti, con misure valide fino al 31 dicembre 2026 e una procedura accelerata per l’approvazione degli interventi nazionali.

Von der Leyen: “Conseguenze per anni, ridurre dipendenza energetica” – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo al Parlamento europeo, ha avvertito che gli effetti del conflitto potrebbero durare a lungo. “In soli 60 giorni di conflitto la nostra spesa per l’import di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di ridurre la dipendenza dalle fonti esterne e rafforzare la produzione interna di energia. Ha inoltre ribadito che la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz senza pedaggi resta una priorità per Bruxelles e che qualsiasi accordo dovrà affrontare il programma nucleare iraniano.

“Non ripetere gli errori del passato” – Nel suo intervento, von der Leyen ha evidenziato come l’attuale crisi rappresenti la seconda emergenza energetica in quattro anni, mettendo in luce la vulnerabilità dell’Europa. Ha invitato gli Stati membri a concentrare gli aiuti su famiglie e imprese più fragili, evitando misure generalizzate che rischiano di appesantire i conti pubblici senza risultati efficaci. “Non ripetiamo lo stesso errore”, ha ammonito, ricordando che nella precedente crisi oltre 350 miliardi di euro sono stati spesi in interventi non mirati.

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