Aversa, omaggio al beato Rosario Livatino dei Giuristi Cattolici Italiani

di Redazione

Aversa (Caserta) – Una figura che continua a interrogare coscienze e istituzioni, a distanza di oltre tre decenni dalla sua morte. L’Unione Giuristi Cattolici Italiani, sezione “Vittorio Bachelet” di Aversa, ha promosso per lunedì 4 maggio, alle ore 18, una manifestazione dedicata al beato Rosario Livatino, magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990, a soli 38 anni, nel 36esimo anniversario del suo martirio.

Il ricordo e il riconoscimento della Chiesa – Proclamato Beato da Papa Francesco il 9 maggio 2021, Livatino è stato più volte indicato come modello di integrità morale e professionale. Lo stesso Pontefice, durante l’udienza al Consiglio Superiore della Magistratura del 17 giugno 2014, lo aveva definito “testimone esemplare, giudice leale alle istituzioni, aperto al dialogo, fermo e coraggioso nel difendere la giustizia e la dignità della persona umana”.

Il programma dell’iniziativa – L’appuntamento si terrà nell’Abbazia di San Lorenzo in Aversa, luogo già teatro di altre commemorazioni in suo onore. La serata si aprirà con la liturgia dei Vespri, presieduta dal vescovo di Aversa, Angelo Spinillo. A seguire, l’intervento magistrale di Domenico Airoma, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord e vicepresidente del Centro Studi Livatino, e la testimonianza di monsignor Giuseppe Livatino, impegnato nella postulazione della Diocesi di Agrigento per la causa del Beato. L’incontro sarà introdotto e moderato dall’avvocato Antonia Magnotta, presidente della sezione aversana Ugci.

Un messaggio ancora attuale – Per monsignor Ernesto Rascato, assistente spirituale dell’Ugci di Aversa, “il messaggio di Rosario Livatino è di grande attualità, un autentico cristiano credente e credibile che ha incarnato il Vangelo coniugando la Carità con la Giustizia, nella sua missione di servizio con equilibrio e discrezione, mitezza e lealtà”. Il giovane magistrato fu assassinato da esponenti mafiosi, mossi dall’odio verso la sua fede e il suo impegno per la giustizia. “La sua vita ordinaria vissuta in modo straordinario non ci lascia rubare la speranza alle difficoltà quotidiane. Un esempio per tutte le persone che si vogliono impegnare per la giustizia e il bene comune – aggiunge Rascato – una figura straordinaria, un modello di coerenza assoluta nella sua professione di magistrato.”

Verso il riconoscimento come patrono dei magistrati – Intanto, la Conferenza Episcopale Italiana ha deciso di sostenere la proposta di proclamare il beato Livatino patrono dei magistrati. Dopo il via libera del Consiglio permanente, la richiesta sarà esaminata dall’Assemblea generale dei vescovi nel prossimo mese di maggio, per poi essere sottoposta al Dicastero per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti.

Le parole di Papa Francesco – “Oggi, ad Agrigento, è stato beatificato Rosario Angelo Livatino, martire della giustizia e della fede. Nel suo servizio alla collettività come giudice integerrimo, che non si è lasciato mai corrompere, si è sforzato di giudicare non per condannare ma per redimere. Il suo lavoro lo poneva sempre “sotto la tutela di Dio”; per questo è diventato testimone del Vangelo fino alla morte eroica. Il suo esempio sia per tutti, specialmente per i magistrati, stimolo ad essere leali difensori della legalità e della libertà” (Papa Francesco dopo il Regina Caeli di domenica 9 maggio 2021).

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