Napoli – Hanno bussato alla porta alle prime luci del mattino, pistole in pugno, e quando si è aperta non hanno lasciato scampo. A oltre un anno da quell’agguato, la polizia chiude il cerchio: tre arresti per l’omicidio di Raffaele Cinque, ucciso il 21 gennaio 2024 nel suo appartamento in via dello Scirocco, nel quartiere Poggioreale.
Gli arresti – In carcere, raggiunti da ordinanza di custodia cautelare eseguita all’alba dagli uomini della Squadra mobile, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia, finiscono Giuseppe Bove, Gennaro Ziccardi e Salvatore Bove, già detenuti per altri reati. Tutti sono ritenuti appartenenti al cosiddetto gruppo della Stadera, riconducibile al clan Contini dell’Alleanza di Secondigliano. Con loro avrebbe agito una quarta persona, ancora non identificata. I tre indagati dovranno rispondere di omicidio pluriaggravato e porto abusivo di almeno due pistole, con l’aggravante del metodo mafioso.
La dinamica dell’omicidio – Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella mattina un commando di quattro uomini raggiunse l’abitazione della vittima intorno alle ore 6. Cinque, cinquantenne pregiudicato, aprì la porta, probabilmente senza sospettare o perché conosceva i suoi assassini. Furono esplosi almeno nove colpi di pistola: due lo colpirono all’addome, uno al cranio. Ferito, tentò una fuga disperata lanciandosi dal balcone al primo piano, un volo di circa otto metri che gli provocò gravi traumi. Una volta a terra, però, venne raggiunto da un ultimo colpo alla testa sparato dall’alto: il proiettile che ne causò la morte.
Il contesto criminale – L’omicidio, secondo l’ipotesi accusatoria, si inserisce nelle dinamiche interne al clan Contini. Cinque, ritenuto vicino all’organizzazione e attivo nella gestione di una piazza di spaccio, sarebbe stato punito per uno “sgarro” nei confronti di un ras della zona. Un debito non saldato, un’iniziativa autonoma o contrasti maturati nel tempo: elementi che, per gli investigatori, avrebbero portato alla decisione di eliminarlo. Il delitto viene inoltre collegato agli ambienti dei cosiddetti “cavalli di ritorno”, sistema illecito legato alle richieste di denaro per la restituzione di auto rubate, ambito in cui la vittima operava.
Le indagini – Le attività investigative, condotte dalla squadra mobile della questura di Napoli, hanno ricostruito nel dettaglio l’agguato, individuando nei tre arrestati i componenti del gruppo di fuoco. Il movente è stato inquadrato nei contrasti per la gestione delle attività illecite nella zona della Stadera, in particolare tra la vittima e la famiglia Bove, detta “Polpetta”, attiva nel traffico di droga nell’area di via dello Scirocco. Contestualmente agli arresti, sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari nei confronti di pregiudicati locali, estese anche alle pertinenze degli edifici, alla ricerca di armi e sostanze stupefacenti.

