Salerno – Una risposta diretta alle contestazioni della mattinata e un affondo sul tema dell’energia e dei rapporti internazionali. È intervenuto così Roberto Vannacci, nel pomeriggio del 22 aprile, davanti a un numeroso pubblico riunito al Grand Hotel di Salerno, dopo l’inaugurazione della sede del coordinamento regionale di Futuro Nazionale al Centro Direzionale di Napoli.
La replica alle contestazioni – Il generale ha aperto il suo intervento tornando sui volantini di protesta (“Vannacci a Napoli? O cesso già o tenimme”) diffusi poche ore prima nel capoluogo partenopeo: “Io non mi sono mai fatto problemi o mi sono rifiutato di fare una qualsiasi cosa, mi sono sempre vergognato di ciò che non sapevo fare, non di qualsiasi cosa potessi fare. Quindi, – ha detto l’eurodeputato – se c’è da pulire il cesso, Futuro Nazionale è pronto. E probabilmente qua c’è qualche amministrazione che non funziona, e il cesso da pulire c’è. Quindi grazie anche per l’accoglienza che mi hanno riservato stamattina”.
Energia e diritti umani – Vannacci ha poi spostato l’attenzione sulle forniture energetiche dell’Italia, contestando quello che ha definito un doppio standard nella valutazione dei diritti umani dei Paesi partner. “Primo importatore di gas in Italia, Algeria, che, secondo la tabella di Human Rights Watch, è categorizzata come critica. È un paese dove la libertà di stampa non esiste, dove c’è l’imposizione autorevole del governo su tutte le scelte pubbliche, dove le carceri sicuramente non sono un modello per nessuno. Il secondo esempio, importiamo dall’Azerbaigian dove nel 2023, durante la guerra nel Nagorno-Karabakh, ha fatto una delle più grandi epurazioni di cristiani, cristiani armeni, e li ha rimandati, quando è andata bene, in Armenia. L’Azerbaigian che è il più grande investitore in Russia, quindi i nostri soldi che finiscono sia in Algeria che in Azerbaigian vanno poi a finire lì. Ma poi da chi altro importiamo l’energia? Dalla Nigeria, ‘famosissimo paese che rispetta i diritti umani’, dove i cristiani vengono perseguitati, dove c’è Boko Haram”.
“L’ipocrisia – ha incalzato il generale – è talmente alta che ci vogliono nascondere queste cose. Poi la importiamo, grazie all’asse Nord-Sud, dalla Repubblica Democratica del Congo, il fanalino di coda dei diritti umani, dove non c’è addirittura la possibilità di imporre un volere dello Stato. La importiamo dal Mozambico, un famoso paese che è portato come ‘esempio per i diritti umani’, un paese dove quando va bene mi ammazzano per strada, per rubarvi di scarpe. Ma la cosa più bella è che un anno fa il governo italiano ha stipulato un accordo commerciale di 10 miliardi di euro con l’Arabia Saudita, considerata proprio dallo Human Rights Watch un regime totalmente illiberale, dove i diritti umani non esistono. Ma vi dirò di più, perché io ci sono stato in Arabia Saudita. Lì, ogni settimana, nelle città più importanti, vengono eseguite le esecuzioni capitali, tramite decapitazione in piazza pubblica, che sia a Jeddah, che sia a Riyadh. E poi dicono che quando noi importiamo l’energia dobbiamo tener conto dei diritti umani”.
“Paradigma applicato solo alla Russia” – Nel suo ragionamento, il generale ha evidenziato come, a suo avviso, il tema dei diritti umani venga utilizzato in modo selettivo: “Questa è la realtà che noi abbiamo oggi in Italia. Questo è un paradigma che si applica, guarda caso, solo alla Russia, però non si applica a nessun altro. Ed è quello che qua ci porta a pagare l’energia più cara d’Europa. Europa che è il posto d’energia più cara di tutte le aree industrializzate del mondo”. IN ALTO IL VIDEO (di Marian Gargiulo)

