Turismo, Confindustria Caserta rilancia: rete, governance e identità per far crescere il territorio

di Redazione

Caserta – Un confronto ampio, con istituzioni, imprese e mondo accademico riuniti attorno a un obiettivo comune: trasformare il turismo in una leva concreta di sviluppo. Gli Stati Generali del Turismo, promossi da Confindustria Caserta, hanno tracciato una linea netta: superare frammentazioni e individualismi per costruire un sistema integrato capace di valorizzare il patrimonio della provincia.

La visione – Al centro dell’iniziativa, organizzata con il contributo della Sezione Turismo guidata da Mariapina Fontana, la necessità di mettere in rete risorse e competenze per promuovere in maniera strutturata il patrimonio storico, artistico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico del territorio. Una giornata articolata in panel tematici ha affrontato i nodi strategici del comparto: accoglienza, governance, promozione e sviluppo.

Il ministro Mazzi – Ospite d’onore il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, intervenuto in una delle sue prime uscite pubbliche dopo i saluti del presidente di Confindustria Caserta Luigi Della Gatta e della stessa Fontana. «Sono un uomo del Nord ma da Ministro del Turismo dedicherò attenzione e massimo impegno al Sud che amo molto per la sua bellezza e per il potenziale di crescita turistica – ha dichiarato Mazzi -. Ci aspettano grandi sfide all’orizzonte, a partire da un evento internazionale come la Coppa America che si terrà a Napoli a luglio 2027. Sarà una grande occasione per tutta la Campania, che potrà attrarre turisti e portarli a visitare le straordinarie bellezze della Regione. Penso alla Reggia di Caserta, un gioiello mondiale».

I panel – Ad aprire il confronto la tavola rotonda “Grand Tour 2033”, moderata da Raffaele Sardo, con gli interventi di Matteo Altavilla, Fabiola Sfodera, Rosanna Cioffi e Michelangelo Messina, incentrata sul riposizionamento turistico in vista del Giubileo del 2033. Spazio poi al ruolo delle Dmo con il panel coordinato da Andrea Ferraro, che ha visto il contributo di Francesco D’Ippolito, Salvatore Trinchillo e Franco Imperadore. Il tema dell’accoglienza e dei servizi è stato al centro del terzo confronto con Sebastiano Simone, Anthony Acconcia, Tommaso De Simone, Florinda Lella, Francesco Marzano, Agostino Ingenito e Achille Maria Vellucci.

Cibo e identità – La dimensione enogastronomica è emersa nel dialogo tra Franco Pepe e Rosanna Marziale, moderato da Antonio Fiore, sul valore turistico della cucina nel sistema Unesco. A seguire, il confronto tra Marina Lalli e Nando Santonastaso ha posto l’accento sulla capacità del turismo di generare valore.

Il ruolo del sistema – «Quando parliamo di turismo, siamo spesso portati a soffermarci solo sui numeri: arrivi, presenze e spesa – ha dichiarato Marina Lalli – tuttavia, il turismo è un sistema complesso, capace di generare valore reale che dobbiamo saper trasformare in un motore di sviluppo sostenibile e condiviso. I turisti oggi cercano autenticità, esperienze significative, relazioni con i territori. Non vogliono più essere semplici spettatori di una destinazione vissuta come un parco a tema, ma protagonisti di un incontro autentico con l’identità locale. Occorre pertanto offrire servizi efficienti e accoglienza di alto livello. Un turista soddisfatto non solo ritorna, ma diventa anche un ambasciatore del territorio».

Le Dmo e la governance – «Le Dmo sono un’opportunità storica che ci ha consentito, per la prima volta, di mettere in relazione tanti Comuni che, storicamente, non avevano mai fatto rete – ha dichiarato Luigi Della Gatta –. Il lavoro è faticoso ma quando si va avanti con idee innovative e autentiche questo territorio sa rispondere con impegno e responsabilità. Il turismo deve essere messo a regime come una vera industria, capace di generare valore duraturo per l’intera Terra di Lavoro. Il salto di qualità sta nel trattare questo settore con lo stesso rigore con cui analizziamo qualsiasi altro comparto industriale. Gli investimenti in digitalizzazione, formazione e sostenibilità non possono più essere rimandati».

Sulla stessa linea l’assessore regionale Vincenzo Maraio: «Credo molto nelle Dmo perché sono il primo modello turistico che mette davvero in rete tutti i protagonisti dei territori. Veniamo da un passato di forti identità locali e particolarità territoriali: elementi preziosi da valorizzare, ma oggi è necessario saperli mettere in relazione e programmare su vasta scala. È importante lavorare su un’offerta integrata globale e, allo stesso tempo riconoscibile, dei luoghi identitari della Campania. Le istituzioni devono iniziare a fare rete e i tavoli tra pubblico e privato devono diventare sempre più sinergici. Puntiamo sulla progettualità, lavorando soprattutto sull’aumento dei poli fieristici, sui brand territoriali e sul coordinamento di tutte le Dmo. Gli Stati Generali rappresentano un punto di partenza: un luogo di ascolto e di progettazione condivisa, nel quale istituzioni, imprese e mondo accademico possono contribuire a definire una strategia comune per il futuro. Oggi cominciamo a costruirlo».

Un laboratorio per il territorio – A chiudere, la visione della presidente della Sezione Turismo Mariapina Fontana: «L’incontro di oggi è un vero laboratorio in cui il mondo delle imprese ha l’opportunità di dialogare apertamente con ogni componente della filiera del turismo. Dobbiamo mettere a sistema le grandi attrazioni del Casertano con il tessuto produttivo locale. Solo costruendo questa rete integrata potremo trasformare le nostre potenzialità in un’economia turistica solida, moderna e sostenibile, capace di intercettare i nuovi viaggiatori e restituire valore concreto al territorio». SOTTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA

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