Caserta, nasce nuova area progressista nel Pd: “Ripartire dai territori per ricostruire il partito”

di Redazione

Caserta – Un passaggio politico che punta a segnare una discontinuità con il recente passato e a rimettere in moto un partito fermo ai minimi storici di consenso. Nella sede di via Maielli, giovedì 16 aprile, si è tenuto un incontro che ha sancito la nascita di una nuova area politica all’interno del Partito Democratico provinciale, con l’obiettivo dichiarato di contrastare il progressivo ridimensionamento della federazione casertana e rilanciare una proposta fondata su contenuti e visione.

La crisi del partito – A introdurre il confronto, coordinato da Alessandro Tartaglione, è stato il sindaco di Capua, Adolfo Villani, che ha tracciato un’analisi netta della condizione attuale del Pd in provincia. Un partito che, dopo una lunga stagione di commissariamenti, si attesta all’11,81% dei consensi, segnando uno dei punti più bassi della sua storia recente. Una debolezza che, secondo Villani, ha finito per trascinare verso il basso l’intera coalizione, rendendo fragile il cosiddetto “campo largo” e privo di una visione condivisa sui grandi temi strategici, a partire dall’integrazione dell’area casertana nella più ampia area metropolitana che connette Napoli e Salerno.

Lo scenario globale – Il primo cittadino di Capua ha collocato la crisi locale in un contesto più ampio, richiamando le trasformazioni in atto sul piano internazionale: dall’avanzata dell’intelligenza artificiale al ritorno dei nazionalismi, fino alla vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti. Un quadro che, a suo avviso, impone una risposta politica strutturata, capace di andare oltre la semplice competizione elettorale e di aprirsi a nuove competenze e sensibilità per costruire un programma unitario in vista delle elezioni politiche del 2027.

Il ruolo della nuova area – Nel suo intervento, Alessandro Tartaglione ha sottolineato come il rientro nel PD delle componenti provenienti dall’esperienza di Articolo Uno non possa essere ridotto a un passaggio formale, ma debba tradursi in un impegno concreto su temi centrali come il lavoro e la difesa della sanità pubblica. Al centro della proposta, l’idea di un “patto di cittadinanza” che trasformi il partito in uno spazio di partecipazione reale, capace di rappresentare i bisogni dei territori.

Il confronto interno – All’iniziativa hanno preso parte anche il segretario provinciale Stefano Lombardi e il segretario metropolitano di Napoli Francesco Dinacci. Lombardi ha evidenziato il valore dell’ingresso di nuove personalità come elemento di rafforzamento della comunità democratica, mentre Dinacci ha rilanciato la prospettiva di costruire in Campania un partito rinnovato, fondato sul dialogo continuo con i cittadini e sulla partecipazione attiva degli iscritti, superando definitivamente le dinamiche personalistiche.

Le conclusioni – A chiudere i lavori è stato il deputato Stumpo, componente della direzione nazionale, che ha invitato a leggere la crisi casertana come parte di una difficoltà più ampia, citando il caso di Crotone. Un monito a evitare lo scontro interno fine a sé stesso, che rischia di svuotare il partito di energie e consenso. Il sostegno alla linea della segretaria Elly Schlein, ha sottolineato, deve tradursi in apertura e capacità di confronto, condizioni indispensabili per costruire un’alternativa credibile e competitiva alle destre. SOTTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA

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