Un nuovo e inquietante episodio di radicalizzazione giovanile scuote il Paese. Un ragazzo di 17 anni è stato arrestato a Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo) e collocato in comunità con accuse gravissime: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di odio razziale, oltre ad addestramento con finalità di terrorismo. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni dell’Aquila ed eseguito all’alba dagli agenti della Digos di Teramo e L’Aquila, al termine di un’articolata attività investigativa.
I contenuti trovati nei dispositivi – Dall’analisi dei dispositivi informatici sequestrati nei mesi scorsi è emerso un quadro definito particolarmente preoccupante dagli inquirenti. Il giovane avrebbe diffuso online contenuti estremisti e conservato materiale ritenuto pericoloso, tra cui istruzioni dettagliate per la costruzione di armi e ordigni. Tra i file archiviati figurano documenti di propaganda neonazista, suprematista ed estremismo islamico, oltre a manuali per la realizzazione di armi da fuoco mediante stampanti 3D, guide per l’assemblaggio di pistole e tutorial per la costruzione di ordigni incendiari. Tra questi, anche un video di otto minuti con tutti i passaggi per l’assemblaggio di una bomba molotov. Presenti inoltre testi contenenti tecniche di aggressione fisica e indicazioni su come rendere più efficace un attacco.
Le chat e i segnali di escalation – Particolarmente rilevanti sono risultati alcuni scambi in chat, nei quali il 17enne avrebbe condiviso contenuti estremi e manifestato intenzioni violente. In un caso avrebbe minacciato esplicitamente di accoltellare una persona a Bergamo, affermando: «Giuro su tutto quello che ho che quando andrò a Bergamo lo accoltellerò a morte», ribadendo poco dopo: «Giuro che se vado a Bergamo lo accoltello a morte». Gli investigatori hanno inoltre individuato conversazioni legate a pratiche radicali e deliranti, con riferimenti a violenze rituali contro categorie ritenute “inferiori”. Secondo la procura minorile, l’intervento delle forze dell’ordine ha interrotto una possibile escalation, impedendo che l’attività online potesse trasformarsi in azioni concrete.
Il precedente di Perugia – L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di indagini sul radicalismo giovanile. Lo scorso 30 marzo, nell’ambito dell’operazione Hate, i carabinieri avevano arrestato un altro 17enne, originario di Pescara ma domiciliato in provincia di Perugia, con accuse analoghe di propaganda terroristica e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Le indagini avevano accertato i suoi contatti con i vertici del gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, ambiente virtuale a matrice neonazista e suprematista in cui venivano glorificati attentatori come Brenton Tarrant e Anders Behring Breivik, descritti come “santi” da emulare. Il minore avrebbe inoltre pianificato una strage in una scuola sul modello della tragedia della Columbine High School del 1999, seguita dal proprio suicidio.
Perquisizioni a tappeto – Nell’ambito dell’inchiesta sono state eseguite perquisizioni domiciliari e informatiche nei confronti di sette coetanei, residenti nelle province di Teramo, Pescara, Bologna e Arezzo, indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. Secondo quanto ricostruito dalla procura, i giovani risultavano inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale a sfondo neonazista, accelerazionista e suprematista. Il minore arrestato deteneva e diffondeva, attraverso canali Telegram, manuali contenenti istruzioni per la fabbricazione di armi da fuoco anche tramite stampa 3D e per la preparazione di esplosivi come il Tatp, noto come la “madre di Satana”, già utilizzato negli attentati di Bruxelles e Parigi. Tra il materiale sequestrato figurano anche documenti relativi a sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, oltre a veri e propri vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali.

