Si chiude definitivamente uno dei capitoli giudiziari più complessi e seguiti degli ultimi anni. La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 10 anni, 11 mesi e 25 giorni di reclusione per il cittadino americano Gabriel Natale Hjorth, coinvolto nell’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ucciso con undici coltellate a Roma nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019.
La decisione della Cassazione – I giudici della prima sezione penale hanno dichiarato inammissibile il ricorso della difesa relativamente alla pena, rendendo così definitiva la condanna. Contestualmente, la Suprema Corte ha annullato con rinvio limitatamente all’aggravante, ma solo ai fini civili, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento da parte dell’imputato della qualità di militare della vittima. La Corte ha sostanzialmente recepito la richiesta avanzata dalla Procura generale, che nel corso della requisitoria aveva definito “irrisoria” la pena per un evento consumato ai danni di “carabinieri disarmati”.
Il percorso giudiziario – La pena era stata inflitta al termine del terzo processo di appello, disposto dalla stessa Cassazione esclusivamente per rideterminare il trattamento sanzionatorio, dopo aver dichiarato irrevocabile la responsabilità penale di Hjorth. In primo grado, entrambi gli imputati erano stati condannati all’ergastolo, decisione poi rivista nei successivi gradi di giudizio fino alla definizione attuale.
Per l’altro giovane americano, Finnegan Lee Elder, autore materiale dell’aggressione, la condanna a 15 anni e due mesi di reclusione per omicidio è già divenuta definitiva. A Hjorth, invece, è stato contestato il concorso anomalo in omicidio. Il giovane si trovava agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico presso l’abitazione della nonna a Fregene.
La ricostruzione dei fatti – Tutto ebbe inizio nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019, nel quartiere Trastevere. I due ragazzi americani, allora diciottenne e diciannovenne, cercavano sostanze stupefacenti e incontrarono Italo Pompei, al quale consegnarono 80 euro ricevendo in cambio una compressa di Tachipirina. Dopo aver scoperto la truffa, decisero di reagire rubando lo zaino di Sergio Brugiatelli, amico del pusher, proponendo poi uno scambio.
All’appuntamento fissato per la restituzione dello zaino si presentarono invece due carabinieri in borghese, Andrea Varriale e Cerciello Rega, entrambi disarmati perché impegnati in un servizio sotto copertura. Nel corso del tentativo di fermo, in pochi istanti Elder estrasse un coltello lungo 18 centimetri e colpì il vicebrigadiere con undici fendenti in meno di mezzo minuto. Mentre Varriale cercava di bloccare Hjorth, una voce gridò: “It’s enough”. I due giovani riuscirono a fuggire, ma vennero arrestati poche ore dopo in albergo.
L’esecuzione della pena – A seguito della decisione definitiva della Cassazione, i carabinieri del nucleo investigativo di Roma, su delega della procura generale presso la Corte di Appello di Roma, hanno eseguito l’ordine di carcerazione nei confronti di Hjorth, che sarà ora condotto in carcere, ponendo così la parola fine a una lunga e articolata vicenda giudiziaria che ha profondamente segnato l’opinione pubblica italiana.

