Non si trattava di semplici fantasie isolate, ma di un progetto concreto che stava prendendo forma tra ricerche online, materiali pericolosi e riferimenti diretti a stragi già avvenute. Un ragazzo di 17 anni, originario di Pescara ma residente a Perugia, è stato arrestato dai carabinieri del Ros con accuse che vanno dalla propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa fino alla detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Le indagini – L’operazione, coordinata dalla procura dei minori dell’Aquila che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, ha ricostruito un quadro ritenuto dagli investigatori estremamente preoccupante. Il minorenne stava cercando manuali e informazioni per la fabbricazione di armi da fuoco e ordigni bellici, lavorando anche alla realizzazione di dispositivi chimici.
Nel materiale sequestrato figurano documenti tecnici su sostanze chimiche e batteriologiche, oltre a vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, elementi che delineano, secondo gli inquirenti, una chiara finalità terroristica. Il giovane si informava anche sulla costruzione di armi in 3D e sulla preparazione del Tatp, il perossido di acetone noto per la facilità di sintesi e già utilizzato negli attentati di Parigi e Bruxelles.
L’ambiente radicale – Le indagini hanno evidenziato la partecipazione del 17enne a un gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, incentrato su contenuti legati alla presunta superiorità della “razza ariana”. All’interno del canale venivano esaltate le azioni degli autori di mass shooting, come Brenton Tarrant e Anders Behring Breivik, indicati come modelli da imitare. È emerso, inoltre, un esplicito intento di compiere una strage in ambito scolastico, ispirata alla Columbine High School, uno degli episodi più tragici della storia recente americana.
Le perquisizioni – L’operazione del Ros si è estesa tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana. I carabinieri hanno eseguito sette perquisizioni nei confronti di altrettanti minorenni nelle province di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Tutti risultano indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e sarebbero inseriti in un circuito internazionale composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista, caratterizzati da una forte attrazione per la violenza e l’estremismo.

