Casal di Principe (Caserta) – Una giornata che ha intrecciato memoria, partecipazione e futuro nel segno di don Peppe Diana. Nel 32esimo anniversario dell’uccisione del sacerdote, la città ha vissuto un lungo percorso di iniziative culminato con la cerimonia di premiazione della 21esima edizione del Premio artistico letterario Don Peppe Diana – Poesie di pace, promosso dall’Associazione Scuola di Pace Don Peppe Diana, presieduta da Lina Ingannato, coinvolgendo studenti, associazioni e istituzioni.
Le celebrazioni del mattino – La giornata si è aperta all’alba con la tradizionale messa nella chiesa San Nicola di Bari, la stessa che don Diana non riuscì a celebrare il 19 marzo 1994, proprio nel giorno del suo onomastico, dopo che in sagrestia arrivarono i sicari del clan. A seguire, al cimitero di via Cavour, è stato deposto un fiore sulla sua tomba e su quelle di tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata. Successivamente, a Casa Don Diana, bene confiscato alla camorra, in via Urano, si è svolto un incontro dedicato ai giovani sui temi dell’economia sociale e del nuovo welfare, con gli interventi di Roberto Fico, Stefano Consiglio e Paola Vacchina.
L’iniziativa social – A mezzogiorno la rete delle associazioni ha promosso l’iniziativa “Restiamo connessi alla speranza”, invitando comunità e gruppi a condividere contenuti sui social ispirati alla frase “Risaliamo sui tetti per riannunciare parole di vita”, tratta dal documento Per amore del mio popolo, accompagnati dall’hashtag #restiamoconnessiallasperanza.
La cerimonia di premiazione – Nel pomeriggio, la chiesa San Nicola di Bari ha accolto la premiazione del concorso rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie, protagonisti con poesie, disegni ed elaborati multimediali dedicati al tema della pace. Un momento partecipato che ha visto la presenza di giovani, scout e volontari impegnati quotidianamente nel percorso di riscatto del territorio. All’incontro sono intervenuti Aldo Policastro, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, l’assessore regionale Andrea Morniroli, il vescovo Angelo Spinillo, Marisa Diana ed Emilio Diana, fratelli di don Peppe, don Franco Picone, Augusto Di Meo, testimone oculare dell’omicidio di don Diana, Tina Cioffo, coordinatrice del Comitato don Peppe Diana, Simmaco Perillo, referente provinciale di Libera Caserta, e Ottavio Corvino, sindaco di Casal di Principe.
Memoria e impegno civile – L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Polis, dalla Regione Campania e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha confermato il valore di un percorso condiviso tra istituzioni e società civile per mantenere viva la testimonianza di don Diana, assassinato per il suo impegno contro i clan di camorra.
Il processo di beatificazione – Un significato ancora più forte alla luce dell’avvio del processo di beatificazione. “Don Peppe per noi è già santo, a prescindere da quello che sarà deciso. Proprio come disse il suo papà, Gennaro, anni fa durante una delle edizioni del Premio Letterario Don Diana”, ha dichiarato Lina Ingannato. “Una soddisfazione non solo per la nostra famiglia – ha sottolineato Marisa Diana – ma per tutto il popolo di Casal di Principe, per il quale mio fratello ha dato la sua vita, e per le associazioni e tutti coloro che negli anni si sono impegnati affinché il sacrificio di don Peppe non fosse reso vano”. IN ALTO IL VIDEO

