Napoli – Il bianco e nero che ha reso celebre nel mondo Mimmo Jodice lascia spazio ai colori del Seicento napoletano nella mostra Il colore di Mimmo Jodice, allestita al Museo del Tesoro di San Gennaro e aperta al pubblico dal 17 maggio al 10 gennaio 2027. Un percorso espositivo che rende omaggio al grande fotografo napoletano, scomparso nell’ottobre 2025 all’età di 91 anni, attraverso oltre quaranta opere a colori, alcune delle quali mai esposte prima.
Curata dall’ex direttore del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger, la mostra è prodotta e organizzata da D’Uva in collaborazione con Mimmo Jodice Studio. All’anteprima per la stampa hanno preso parte anche la moglie dell’artista, Angela, la figlia Barbara Jodice, la direttrice del museo Francesca Ummarino, Riccardo Carafa d’Andria della Deputazione Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, Brunella Trimarco della Fondazione Tridama e Ilaria Duva, ceo di D’Uva srl.
Il dialogo tra fotografia e Tesoro – Le fotografie di Jodice sono distribuite lungo tutto il percorso del museo, dalle sale del Tesoro alle Sacrestie, in un allestimento che mette in relazione immagini contemporanee, pittura barocca e preziosi manufatti custoditi nel complesso accanto alla Cattedrale di Napoli. Le opere sono dedicate ai capolavori pittorici del Seicento napoletano e assumono un forte valore simbolico proprio nel confronto con il patrimonio artistico e religioso legato a San Gennaro. “Abbiamo fatto incontrare due grandi miti che identificano Napoli: il fotografo Mimmo Jodice, conosciuto nel mondo intero per il bianco e il nero, e San Gennaro che non è il simbolo della città, ma è Napoli”, ha spiegato Bellenger, illustrando il concept dell’esposizione.
L’allestimento e i velluti neobarocchi – Uno degli elementi più caratteristici della mostra è rappresentato dai tessuti e dai velluti antichizzati realizzati site specific per accompagnare le fotografie del maestro. La progettazione tessile è stata curata da Maddalena Marciano, docente di Costume all’Accademia di Belle Arti, mentre la pittura dei tessuti è stata realizzata in collaborazione con Giuseppe Ambrosio e con gli studenti del corso di Costume. “La grande sfida di questa mostra è stata quella di aggiungere un’opera contemporanea in un museo in cui c’è una ricchezza assoluta ma in poco spazio, è un museo pieno”, ha sottolineato Bellenger. “Abbiamo risolto il problema con i colori. All’Accademia di Belle Arti, dove Jodice è stato il primo docente di Fotografia, ho chiesto di inventare tessuti dipinti neobarocchi per collegare ogni sala con un colore particolare e con le fotografie”. Nella prima sala predominano blu e oro, nella seconda il rosso, nella terza l’argento: ogni ambiente è stato pensato partendo dai colori presenti nelle opere fotografiche, creando una continuità visiva tra immagini, tessuti e collezione museale.
I nuovi spazi del museo – L’apertura della mostra coincide anche con un importante intervento di rinnovamento del Museo del Tesoro di San Gennaro, che inaugura i nuovi spazi di accoglienza appena ristrutturati, destinati a ospitare biglietteria e bookshop. “Un intervento che si inserisce in modo concreto nel più ampio processo di riqualificazione dei portici di via Duomo, contribuendo in maniera significativa a restituire continuità e qualità a uno degli spazi urbani più identitari”, hanno spiegato Ummarino e Duva. IN ALTO IL VIDEO

