Napoli, giù la villa abusiva del boss Botta: ruspe in azione nel rione San Francesco

di Redazione

Napoli – Le pareti cedono una dopo l’altra sotto i colpi delle ruspe, cancellando ciò che per anni è stato simbolo di potere e illegalità. È stata demolita una villa abusiva di oltre 500 metri quadrati, un tempo dimora del boss Salvatore Botta, oggi detenuto, figura di riferimento dei Contini nell’ambito dell’Alleanza di Secondigliano.

Il simbolo del potere criminale – Tra le macerie, un dettaglio restituisce il senso di quella costruzione: un finto diploma che lo definiva “il miglior boss del mondo”, affisso a una delle pareti poi abbattute. L’edificio sorgeva nel rione San Francesco, a ridosso dell’area aeroportuale di Napoli, ed era l’ultimo manufatto illegale ancora in piedi nella zona.

L’intervento e il progetto di rigenerazione – A dare il via alla demolizione è stata l’Acer, Agenzia campana per l’edilizia residenziale, impegnata da tempo nel cosiddetto rione Amicizia in un più ampio programma di riqualificazione urbana, come ha spiegato il presidente David Lebro. Un’operazione che si inserisce in un percorso condiviso con il ministero dell’Interno, la Prefettura di Napoli, la Questura, la Procura della Repubblica, la Regione Campania e il Comune di Napoli.

Le istituzioni presenti – Sul posto hanno seguito le operazioni il prefetto Michele di Bari, insieme agli assessori Claudia Pecoraro per la Regione Campania e Laura Lieto per il Comune di Napoli. Una presenza istituzionale che accompagna un intervento dal forte valore simbolico: la restituzione di uno spazio sottratto alla criminalità e destinato a un nuovo utilizzo pubblico nell’ambito del progetto di rigenerazione del quartiere. IN ALTO IL VIDEO

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