Superare il limite temporale dei Progetti Terapeutico Riabilitativi Individualizzati e rendere i percorsi di cura più aderenti alle condizioni cliniche dei pazienti. È l’obiettivo dell’emendamento presentato dal consigliere regionale Gennaro Oliviero alla legge di stabilità della Regione Campania per il 2026.
La proposta interviene sulla disciplina dei Ptri modificando l’articolo 46 della legge regionale numero 1 del 2012. In particolare, l’emendamento inserito nel disegno di legge relativo al bilancio di previsione finanziario 2026-2028 prevede che i percorsi terapeutici e riabilitativi non siano più vincolati a una scadenza temporale prestabilita, ma vengano definiti sulla base dell’andamento clinico del paziente, del monitoraggio sanitario e delle valutazioni delle Unità di Valutazione Integrata (Uvi).
“Con questo intervento – dichiara Oliviero – intendiamo superare una rigidità normativa che, nella pratica, non sempre consente di garantire percorsi riabilitativi realmente coerenti con le condizioni delle persone. Le patologie croniche e i percorsi di riabilitazione richiedono tempi adeguati e una valutazione continua dei progressi del paziente”.
L’iniziativa legislativa rappresenta la prosecuzione di un percorso istituzionale già avviato dal Consiglio regionale della Campania. Nel marzo dello scorso anno, infatti, l’assemblea ha approvato all’unanimità una mozione presentata dallo stesso Oliviero con l’obiettivo di eliminare il vincolo temporale dei Ptri e rendere il sistema sanitario regionale più attento alle esigenze delle persone più fragili. “L’emendamento – aggiunge Oliviero – dà attuazione concreta a quell’indirizzo politico già condiviso dal Consiglio regionale. Vogliamo garantire percorsi terapeutici realmente personalizzati, basati sui progressi del paziente, sulla capacità di adattamento alle dinamiche sociali e sulle prospettive di inserimento socio-lavorativo”.
Maggiore continuità assistenziale – La modifica proposta mira a rafforzare la continuità assistenziale, evitando che i progetti riabilitativi possano interrompersi esclusivamente per ragioni burocratiche. Il nuovo impianto normativo valorizzerebbe invece il monitoraggio clinico e multidisciplinare svolto dalle strutture sanitarie competenti.
Secondo quanto evidenziato nella proposta, l’intervento non comporterebbe nuovi oneri per il bilancio regionale e punta a rendere più efficaci gli strumenti di presa in carico delle persone con malattie croniche, disabilità e condizioni di fragilità, assicurando percorsi di cura più flessibili e realmente centrati sui bisogni dei pazienti e delle loro famiglie.

