Teverola, tolleranza zero su reati ambientali: Upli incontra il generale Vadalà e la prefetta Volpe

di Antonio Taglialatela

Teverola (Caserta) – Un’aula consiliare gremita, istituzioni schierate e un messaggio netto: nella Terra dei Fuochi la lotta agli illeciti ambientali passa da strumenti innovativi e dall’applicazione rigorosa delle norme. È il segnale lanciato dal convegno “Rifiuti e foto trappole – Tolleranza zero nella Terra dei Fuochi. La nuova disciplina ambientale”, promosso dall’Unione Polizia Locale Italiana (Upli) , che mercoledì 25 febbraio ha riunito amministratori, forze di polizia ed esperti del settore per un confronto operativo su prevenzione, controlli e bonifiche.

L’iniziativa, fortemente voluta dall’Upli, ha posto al centro del dibattito l’utilizzo delle fototrappole e la nuova disciplina ambientale come strumenti concreti per contrastare l’abbandono illecito dei rifiuti in un territorio che rappresenta uno dei fronti più delicati dell’emergenza ambientale campana. A coordinare il dibattito è stata la comandante della Polizia Municipale di Teverola, Sabrina Del Prete, dirigente Upli e organizzatrice dell’evento, iniziato con i saluti istituzionali del sindaco di Teverola, Gennaro Caserta, della prefetta di Caserta, Lucia Volpe, e del commissario unico per le bonifiche, generale Giuseppe Vadalà.

Bonifica aree ex Alifana e mercato – Nel ringraziare le istituzioni impegnate sul territorio, il sindaco di Caserta ha sottolineato come l’azione sinergica abbia già prodotto risultati concreti: “In particolare, grazie alle segnalazioni e all’attività della Polizia Municipale – ha detto il primo cittadino – la struttura commissariale ha proceduto alla bonifica di tre siti interessati da abbandono illecito di rifiuti: via Felleca – area ex Stazione Alifana e l’area in prossimità dell’ area mercato, restituendo decoro e sicurezza alle aree interessate”. E ha inoltre ricordato che “sul territorio comunale sono attualmente attive tre fototrappole per il contrasto agli sversamenti abusivi e che, a breve, sarà installato il nuovo sistema di videosorveglianza, ulteriore strumento di controllo e deterrenza a tutela dell’ambiente e della legalità. Parallelamente, sono in fase di predisposizione progetti di riqualificazione delle aree bonificate, con l’obiettivo di renderle pienamente fruibili dalla comunità e trasformare luoghi simbolo di degrado in spazi restituiti ai cittadini”.

“Polizia Locale, un altro pilatro a difesa del territorio” – A richiamare la necessità di un impegno corale è stata la prefetta Volpe: “Il controllo di terre martoriate da inciviltà e delinquenza richiede uno sforzo immane da parte delle forze di polizia provinciali e locali. È uno sforzo necessario, data la vastità di un territorio così importante”. “Le fototrappole – ha aggiunto – sono fondamentali, tutto fa sistema, ma come cittadini dobbiamo essere convinti che ognuno di noi deve sentire la necessità di proteggere e curare il territorio, attraverso azioni quotidiane”. Vadalà ha parlato di “un piano che si sta realizzando con le forze che qui si vedono: dopo forze di polizia ed esercito, c’è bisogno del terzo pilastro: la Polizia Locale che rappresenta il presidio per la cura del territorio. Siete voi che conoscete le persone e sapete leggere le dinamiche dei luoghi”.

La normativa ambientale – Gli interventi di Massimiliano Mancini, presidente del consiglio di amministrazione della società cooperativa “Ethica Societas Upli”, e di Gaetano Alborino, funzionario della Polizia Metropolitana di Napoli ed esperto nazionale Upli per l’ambiente, hanno offerto un approfondimento dettagliato sulla nuova disciplina ambientale e sulle modalità operative di utilizzo delle foto trappole.

Strategie condivise e strumenti innovativi – Particolarmente apprezzati gli approfondimenti tecnico-giuridici sull’applicazione delle norme e sull’importanza di un coordinamento sempre più stretto tra i diversi livelli istituzionali. La presenza di rappresentanti di numerosi comandi di Polizia Locale provenienti da vari territori ha confermato l’interesse verso modelli operativi condivisi e strumenti tecnologici capaci di incidere concretamente sul fenomeno degli sversamenti abusivi. Il messaggio emerso è chiaro: tolleranza zero contro chi inquina e massimo impegno istituzionale per la tutela del territorio e della salute pubblica.

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