Frignano, area-discarica sotto sequestro: Simonelli chiede un Consiglio straordinario

di Redazione

Frignano (Caserta) – I sigilli apposti ieri, in via della Sapienza, dalla Polizia provinciale, coordinata dal comandante Biagio Chiariello, accendono il dibattito sulla gestione ambientale del territorio e innescano la richiesta di un Consiglio comunale straordinario.

La presa di posizione – A intervenire è il consigliere comunale di opposizione del Movimento 5 Stelle, Aldo Simonelli, che parla di “un punto di non ritorno per la gestione ambientale del nostro territorio”. “Davanti ai sigilli dell’autorità giudiziaria, le narrazioni rassicuranti cedono il passo alla gravità dei fatti”, afferma, commentando l’operazione di polizia giudiziaria eseguita in mattinata.

Secondo Simonelli, “l’intervento delle forze dell’ordine conferma quello che denunciamo da anni: quella zona non era un semplice cantiere in attesa di bonifica, ma un sito caratterizzato da reati ambientali che necessitava di un intervento urgente e risolutivo. Il tempo dei video celebrativi e delle comunicazioni virtuali è scaduto; oggi la magistratura ha certificato l’esistenza di un pericolo reale per la salute pubblica”.

La richiesta di un consiglio straordinario – Per l’esponente pentastellato, la portata del provvedimento impone un passaggio istituzionale immediato. “Per questo motivo protocolleremo nelle prossime ore una richiesta ufficiale per la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario in seduta aperta. È necessario che l’amministrazione comunale riferisca in aula, davanti ai cittadini di Frignano, su quanto accaduto e sulle omissioni che hanno permesso a quel cumulo di rifiuti di crescere indisturbato negli ultimi 5 anni”.

Simonelli insiste sulla necessità di un confronto pubblico: “Un consiglio comunale aperto è l’unico strumento per garantire la massima trasparenza su una vicenda che ha ormai travalicato i confini della normale dialettica politica per entrare nelle aule di giustizia. I cittadini non possono più essere spettatori passivi, ma hanno il diritto di conoscere lo stato reale dell’inquinamento del proprio territorio e i tempi certi di una bonifica che, a questo punto, non è più rinviabile”.

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