San Cipriano d’Aversa, bene confiscato rinasce: apre “Nika”, spazio per giovani e famiglie

di Redazione

San Cipriano d’Aversa (Caserta) – Da luogo segnato dal degrado a presidio di socialità e crescita. In via Nino Bixio 13 prende forma “Nika – Spazio Giovani e Famiglie”, inaugurato nel pomeriggio di ieri e restituito alla comunità grazie a un finanziamento della Regione Campania destinato alla valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Alla cerimonia del taglio del nastro hanno preso parte i referenti dell’associazione Omnia Onlus, soggetto gestore, insieme al sindaco Vincenzo Caterino, alla presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone, all’amministratore delegato Giovanni Allucci, al vescovo Angelo Spinillo, alla referente della Prefettura di Caserta Lucia Buonocore – su delega del prefetto Lucia Volpe – e ai rappresentanti delle forze dell’ordine Paolo Maisto, dirigente del commissariato della polizia di Stato di Casal di Principe, il tenente colonnello Vincenzo Carpino, comandante del Gruppo carabinieri di Aversa, e il tenente colonnello Luigi Acanfora, comandante del Gruppo della Guardia di finanza di Aversa.

Dal degrado alla rinascita – L’area, un tempo autolavaggio confiscato a Raffaele Cecoro, era sprofondata in condizioni di abbandono dopo la confisca definitiva, aggravate da atti vandalici. Oggi si presenta completamente trasformata grazie a un intervento di recupero promosso da Agrorinasce, che ha richiesto la concessione e sviluppato un progetto di rifunzionalizzazione sociale.

Il valore simbolico e sociale – “Le inaugurazioni come questa rappresentano sempre un momento significativo, ma non un punto di arrivo. – ha dichiarato la presidente Troncone – Sono occasioni che testimoniano concretamente l’affermazione dello Stato sulla criminalità organizzata e, allo stesso tempo, celebrano la nascita di nuovi spazi di aggregazione. In contesti urbani spesso segnati da sviluppo disordinato e carenza di aree comuni, luoghi come questo contribuiscono a colmare un vuoto importante, offrendo opportunità di incontro, crescita culturale e rafforzamento della coscienza civile”.

Il progetto e i finanziamenti – L’iniziativa, sviluppata con il contributo dell’associazione NIB, ha visto il Comune di San Cipriano d’Aversa, beneficiario e stazione appaltante, ottenere dalla Regione Campania un finanziamento di 100mila euro e curare i lavori di ristrutturazione, mentre Agrorinasce ha gestito la procedura per individuare il soggetto affidatario.

Sinergia tra istituzioni – “La trasformazione di un bene confiscato in uno spazio dedicato alle famiglie e ai bambini è sempre un risultato di grande valore. – ha sottolineato Allucci – La qualità della vita di una comunità si misura anche attraverso la presenza di luoghi sicuri e condivisi. Questo progetto, frutto di una sinergia tra istituzioni e realtà associative, rappresenta un segnale concreto e positivo per l’intero territorio”.

Le attività e la gestione – La gestione è stata affidata all’associazione Omnia Onlus, che ha già avviato la programmazione: eventi all’aperto, iniziative per tutte le età, giochi, sport, laboratori gastronomici, attività artistiche e musicali. “L’obiettivo è rendere questo spazio un punto di riferimento aperto e accessibile per tutta la cittadinanza. – ha spiegato il presidente dell’associazione, Giovanni Pirozzi – Vogliamo promuovere attività ricreative, laboratori e momenti di condivisione, ma anche offrire la possibilità di utilizzare l’area per eventi privati. Le idee sono molte e siamo pronti a metterle in pratica”.

Il ruolo del Comune – “Il nostro comune dispone di numerosi beni confiscati alla criminalità organizzata e, grazie anche alla collaborazione con Agrorinasce, stiamo riuscendo a restituirli alla collettività. – ha dichiarato il sindaco Caterino Dopo l’inaugurazione recente di uno spazio dedicato ai giovani, oggi compiamo un ulteriore passo con un luogo pensato per bambini e famiglie, nella convinzione che l’aggregazione sia uno strumento fondamentale per la crescita sociale”.

Il significato del nome – A sottolineare il valore dell’iniziativa anche il vescovo Spinillo: “Restituire alla comunità un luogo un tempo legato al malaffare assume un significato profondo, soprattutto quando è destinato alle famiglie. Il lavoro condiviso tra istituzioni genera armonia e sviluppo. Il nome di derivazione giapponese ‘Nika’, che significa ‘il sorriso vero’, richiama proprio l’immagine dei bambini che possono vivere questi spazi con serenità”.

La visione progettuale – Il progettista Antonio Giannetti ha evidenziato: “Questo intervento rappresenta una forma di riscatto anche per l’architettura. Dimostra come sia possibile contribuire alla riqualificazione urbana attraverso una visione progettuale consapevole. Abbiamo scelto di non cancellare completamente la memoria del luogo, ma di conservarne tracce, trasformandole in elementi utili a costruire un futuro migliore”. SOTTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA

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