Aversa (Caserta) – Per anni ha insegnato religione cattolica con contratti a termine reiterati, affrontando trasferte continue verso Roma. Ora il Tribunale della capitale riconosce l’illegittimità di quella sequenza di incarichi e condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito al risarcimento. Con sentenza del 24 febbraio scorso, il giudice del lavoro ha disposto il pagamento di 13mila euro in favore del docente C.V., residente ad Aversa e pendolare presso una scuola romana, oltre alle competenze legali.
Il periodo contestato – La decisione accerta l’illegittima reiterazione dei contratti a termine stipulati per l’insegnamento della religione cattolica dall’anno scolastico 2019/2020 fino al 2025/2026. Un arco temporale che supera la soglia dei 36 mesi, parametro oltre il quale la giurisprudenza riconosce il diritto al risarcimento del danno in caso di abuso nel pubblico impiego.
Sette mensilità e accessori – Il giudice ha riconosciuto al ricorrente un’indennità omnicomprensiva pari a sette mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria e interessi legali, come previsto dalla normativa. Il Ministero, rimasto contumace nel giudizio, è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate secondo il principio della soccombenza e distratte in favore del procuratore dichiaratosi antistatario.
Il richiamo alla Cassazione – Accogliendo integralmente le tesi degli avvocati Costantino Diana (nella foto) ed Enrico Vanacore, il Tribunale ha richiamato anche la recente sentenza numero 30779/2025 della Corte di Cassazione che ha confermato il principio secondo cui l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine nel comparto scuola dà diritto a un risarcimento quantificabile tra quattro e 24 mensilità dell’ultima retribuzione, anche in caso di successiva stabilizzazione.
La soddisfazione dello studio legale – Una decisione che, come sostiene lo studio Diana-Vanacore, con sedi ad Aversa e Casapesenna, specializzato in diritto scolastico e previdenziale, rappresenta un ulteriore risultato a tutela dei docenti precari: “Negli ultimi anni abbiamo avuto il 100% di sentenze positive nel contenzioso carta del docente con risultati importanti nella monetizzazione delle ferie non godute. La stabilizzazione dei docenti dovrebbe essere un atto dovuto per chi ha lavorato tanti anni da pendolare con immensi sacrifici”.

