La Corte Suprema degli Stati Uniti mette un argine alla strategia commerciale della Casa Bianca e boccia i dazi voluti dal presidente Donald Trump. Con sei voti favorevoli e tre contrari, i giudici hanno stabilito che il capo dell’esecutivo ha violato la legge federale imponendo unilateralmente tariffe ai partner commerciali americani in tutto il mondo, ricorrendo a uno strumento normativo ritenuto non adeguato allo scopo.
La decisione dei giudici – Secondo quanto riportato dal Financial Times, la Corte ha ritenuto che la Casa Bianca sia andata oltre quanto consentito dall’International Emergency Powers Act, la legge sui poteri economici in caso di emergenza internazionale alla quale il presidente aveva fatto riferimento per giustificare le tariffe annunciate nel “Liberation Day”. La procedura era stata avviata su ricorso di diverse imprese statunitensi che contestavano la legittimità delle misure.
Cos’è l’International Emergency Powers Act – La norma conferisce al presidente l’autorità di affrontare “minacce straordinarie” in presenza di un’emergenza nazionale, inclusa la possibilità di “regolare l’importazione di beni esteri”. Approvata negli anni Settanta per circoscrivere i poteri presidenziali in materia di sicurezza nazionale dopo i dazi imposti da Richard Nixon in seguito alla crisi della bilancia dei pagamenti e al crollo del sistema di Bretton Woods, la legge non fa riferimento esplicito ai dazi. La competenza sulle tariffe, come quella sulle tasse, resta prerogativa del Congresso, che ha concesso al presidente solo deleghe limitate.
La reazione di Trump – La decisione della Corte Suprema è una “vergogna”. Lo ha dichiarato il presidente, secondo quanto riferito dalla Cnn, assicurando anche di avere un piano di riserva.
La posizione dell’Unione europea – “Prendiamo atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e la stiamo analizzando attentamente. Restiamo in stretto contatto con l’amministrazione statunitense per chiarire quali misure intende adottare in risposta a tale sentenza. Le imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Continuiamo quindi a sostenere tariffe basse e a lavorare per ridurle”. È quanto dichiara un portavoce della Commissione Ue dopo la bocciatura dei dazi.
Cosa resta in vigore – Il verdetto smantella la parte più ampia del programma tariffario dell’amministrazione Trump, ma non cancella tutte le misure introdotte negli ultimi anni. Restano infatti in vigore i dazi su acciaio, alluminio e automobili adottati per motivi di sicurezza nazionale ai sensi della sezione 232 della legge sull’espansione commerciale del 1962, basati su valutazioni del dipartimento del commercio. Tali misure non erano oggetto del ricorso esaminato dalla Corte. Il colpo più significativo riguarda invece l’uso estensivo della legge sui poteri economici in caso di emergenza internazionale, base giuridica ora ritenuta inadeguata.
Le reazioni italiane – “È sempre una buona notizia quando si tolgono i dazi, ma non credo ci saranno grandi cambiamenti”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo la sentenza. “Ci sono delle misure temporanee che possono adottare gli americani, che già si aspettavano questa decisione, quindi non credo che ci saranno grandi cambiamenti. Non credo che ci saranno effetti particolari per quanto riguarda le nostre esportazioni”, ha aggiunto.
L’Eurocamera verso il rinvio – Intanto il Parlamento europeo si prepara a rinviare il voto sulla possibile ratifica dell’intesa commerciale Usa-Ue, previsto in commissione commercio internazionale il prossimo 24 febbraio. La decisione, al vaglio dei coordinatori dei gruppi, sarebbe legata proprio agli effetti della sentenza della Corte Suprema americana, che ridefinisce il quadro giuridico delle relazioni commerciali tra Washington e Bruxelles.

