Teverola (Caserta) – Il gruppo di opposizione Teverola Sostenibile lancia un appello netto: il presidio Asl di piazza Trieste non si tocca. A far scattare la presa di posizione sono alcune segnalazioni, definite “precise e circostanziate”, relative a un possibile ridimensionamento dei servizi erogati dal poliambulatorio cittadino. Un’ipotesi che, pur in assenza di atti ufficiali, ha spinto i consiglieri a intervenire pubblicamente per chiedere chiarezza.
Le segnalazioni e l’assenza di atti ufficiali – Allo stato attuale, non risultano atti ufficiali che dispongano lo spostamento o la riduzione dei servizi sanitari del presidio. Ma, incalzano dal gruppo di minoranza composto da Alfonso Fattore e Giusy Caputo, “è proprio per questo che riteniamo doveroso intervenire adesso, prima che eventuali decisioni vengano formalizzate. Attendere un atto ufficiale significherebbe arrivare tardi. Il nostro compito, come gruppo consiliare, è fare chiarezza finché c’è ancora tempo per farlo”.
Il ruolo del poliambulatorio sul territorio – La struttura, operativa dal giugno 2019 in immobili di proprietà comunale, nel tempo ha consolidato un’offerta sanitaria di prossimità che comprende punto prelievi, Pap test, screening oncologico e prevenzione primaria attraverso il centro vaccinale Uomi materno infantile. Un servizio che non riguarda soltanto i residenti di Teverola ma intercetta anche l’utenza dei comuni limitrofi, in particolare Casaluce e Carinaro. Secondo l’opposizione, il presidio contribuisce ad alleggerire la pressione sui presidi ospedalieri e a ridurre costi e disagi per numerose famiglie.
La richiesta di chiarimenti istituzionali – Per gli esponenti di Sostenibile, “qualsiasi ipotesi di delocalizzazione si porrebbe in aperta contraddizione con i principi della medicina territoriale che identificano proprio nei servizi di prossimità lo strumento fondamentale per garantire equità nell’accesso alle cure”. Il gruppo sottolinea di non voler “alimentare timori né attribuire responsabilità premature”, ma ribadisce il “preciso dovere istituzionale” di chiedere alle autorità competenti chiarimenti per dissipare le preoccupazioni diffuse tra i cittadini. Nel mirino anche il ruolo dell’amministrazione comunale. “Ci auguriamo che il sindaco, qualora queste segnalazioni non gli fossero ancora pervenute, voglia farne oggetto di immediata attenzione e avviare le verifiche del caso presso le sedi competenti, affinché un probabile depotenziamento possa essere scongiurato prima che diventi irreversibile”.
La posizione politica – Il gruppo auspica che le segnalazioni ricevute siano prive di fondamento e che il presidio continui a operare nelle condizioni attuali. Ma, nell’attesa di conoscere la fondatezza o meno di queste voci, annuncia che si attiverà in tutte le sedi istituzionali competenti “perché – concludono i consiglieri – i servizi sanitari conquistati da questa comunità non si toccano, non si ridimensionano e non si spostano. Difendere il presidio Asl di Teverola è una priorità politica che non ammette compromessi”.

