Parigi, aggredisce gendarme sotto Arco di Trionfo: ucciso, si indaga per terrorismo

di Redazione

Parigi – È morto in ospedale l’uomo che, nella serata di venerdì 13 febbraio, ha tentato di colpire un gendarme durante la cerimonia quotidiana di riaccensione della fiamma eterna sotto l’Arco di Trionfo. L’aggressore, ferito a colpi d’arma da fuoco dagli agenti intervenuti, non è sopravvissuto alle gravi lesioni riportate.

La dinamica dell’aggressione – L’episodio si è verificato poco dopo le 18, durante il tradizionale rito di ravvivamento della fiamma presso la Tomba del Milite ignoto, situata in place de l’Etoile, ai piedi del monumento napoleonico. L’uomo si è scagliato contro un componente della banda della gendarmeria impegnato nel picchetto d’onore, minacciando gli agenti con un coltello e, secondo alcune ricostruzioni, anche con un paio di forbici. Uno dei militari è rimasto ferito in modo lieve. Un secondo agente ha estratto l’arma d’ordinanza e ha aperto il fuoco, colpendo l’aggressore con diversi proiettili.

Trasportato in ospedale in condizioni apparse subito “molto gravi”, l’uomo è deceduto poche ore dopo. “In questa fase” il movente dell’attacco è “sconosciuto”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Laurent Nunez. Nessun passante è rimasto coinvolto. L’Arco di Trionfo è stato immediatamente chiuso al pubblico per consentire gli accertamenti.

Chi era l’aggressore – L’autore del gesto è stato identificato come Brahim B., 48 anni, cittadino francese nato nel 1978 fuori Parigi e residente ad Aulnay-sous-Bois, nel dipartimento della Senna-Saint-Denis. Secondo fonti vicine alle indagini, era sottoposto a una misura di controllo e sorveglianza amministrativa individuale che gli imponeva di presentarsi quotidianamente in questura.

L’uomo era stato detenuto fino allo scorso dicembre in un’unità di prevenzione della radicalizzazione. In passato era stato condannato in Belgio per aver accoltellato due poliziotti a Bruxelles l’8 giugno 2012. Come riportato dal quotidiano Le Figaro e ricostruito da Le Parisien, era stato giudicato colpevole di “tentato omicidio in relazione ad attività terroristica, possesso proibito di armi e materiale bellico e ribellione armata”, con una condanna a 17 anni di carcere. Ai magistrati avrebbe spiegato di aver agito per protestare contro il divieto di indossare il burqa. Nel 2015 era stato trasferito in Francia per scontare la pena in base a un accordo tra i due Paesi, venendo scarcerato solo pochi mesi fa.

L’inchiesta per terrorismo – La Procura Nazionale antiterrorismo ha immediatamente assunto la guida delle indagini, aprendo un fascicolo sull’accaduto. L’inchiesta è stata affidata alla sezione antiterrorismo della brigata criminale della polizia giudiziaria di Parigi, che dovrà chiarire la matrice dell’attacco e verificare eventuali collegamenti con ambienti estremisti.

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