I numeri restituiti dal Rapporto Mal’Aria di Città 2026 di Legambiente Campania, elaborato sui dati ufficiali Arpac 2025, delineano un quadro critico per la qualità dell’aria lungo l’asse Napoli–Caserta. L’analisi riguarda esclusivamente i Comuni dotati di centraline di monitoraggio, un campione limitato rispetto ai 104 della provincia di Caserta, ma sufficiente a offrire indicazioni significative sull’andamento complessivo del territorio. Le criticità emerse nelle città monitorate lasciano infatti ipotizzare condizioni analoghe anche nelle aree non rilevate, in particolare nell’hinterland aversano tra Teverola e Aversa e nei Comuni limitrofi.
I dati del rapporto – All’interno del perimetro osservato, i valori risultano nettamente oltre i parametri consentiti. Teverola registra 74 giorni di sforamento del limite giornaliero per il PM10, più del doppio dei 35 ammessi, con una media annua di 25,43 microgrammi per metro cubo, superiore al target europeo fissato per il 2030. Aversa si attesta a 54 giorni di superamento e a una media annua di 33,15 microgrammi per metro cubo. Situazioni analoghe emergono anche a San Felice a Cancello, Maddaloni e Marcianise, dove i valori restano ampiamente fuori standard. Sul fronte del biossido di azoto, diversi Comuni della provincia continuano inoltre a collocarsi oltre l’obiettivo europeo al 2030.
La presa di posizione politica – Sul tema interviene Stefano Lombardi, sindaco di Piana Monte Verna e segretario provinciale del Partito Democratico, che collega i dati ambientali alle scelte di pianificazione e governo del territorio. “È finito il tempo in cui la politica guarda alle poche aree libere nei centri urbani come spazi da lottizzare o come appetibili varianti al Puc”, afferma. “Per il Partito Democratico l’ambiente è una priorità politica e amministrativa e sarà una priorità vincolante anche per le candidate e i candidati alle prossime elezioni provinciali, non solo del Pd ma di tutte le forze che compongono il Campo Largo per Caserta: Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista e Noi di Centro. È su questo terreno che si giocherà una partita decisiva”.
Le prospettive operative – Il Rapporto Mal’Aria 2026 viene indicato come base oggettiva per la definizione di nuove agende politiche in materia ambientale. Tra le priorità operative richiamate figurano il contenimento del consumo di suolo, l’avvio di un piano organico di riforestazione urbana nei Comuni maggiormente esposti all’inquinamento, l’allineamento degli strumenti urbanistici agli obiettivi di qualità dell’aria e il rafforzamento delle funzioni della polizia provinciale, già impegnata in attività di controllo e tutela ambientale.
L’appello al coordinamento istituzionale – Lombardi torna infine sui numeri che emergono dal rapporto, sottolineando la necessità di una strategia condivisa: “Nel 2025 Teverola ha registrato 74 giorni di superamento del limite per il PM10, Aversa 54, mentre molti altri Comuni monitorati della provincia hanno accumulato decine di sforamenti. A ciò si aggiungono valori medi annuali che, in diversi casi, restano sopra il target europeo al 2030. Senza una strategia condivisa tra Comuni, Provincia, Regione e Governo centrale, questi numeri sono destinati a rimanere tali. Con un piano serio che metta insieme riforestazione urbana, mobilità sostenibile e controlli ambientali coordinati, sarebbe invece possibile ridurre in modo concreto l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria a tutela della salute dei cittadini della Terra di Lavoro”.

