Mal’Aria 2026, Teverola maglia nera. TS: “Amministrazione inadeguata”

di Redazione

Teverola (Caserta) – Il Rapporto Mal’Aria di Città 2026 di Legambiente Campania, elaborato sui dati ufficiali Arpac 2025, costituisce un’analisi tecnico-scientifica sulla qualità dell’aria nei principali centri urbani della regione. Il documento valuta le concentrazioni di PM10, PM2.5 e NO₂, confrontandole con i limiti di legge vigenti e con i più stringenti obiettivi europei al 2030.

Nel caso di Teverola, il quadro che emerge è particolarmente allarmante. Per il PM10 – il particolato fine prodotto principalmente da traffico, combustioni e attività produttive – la normativa consente un massimo di 35 giorni annui oltre i 50 µg/m³. Nel 2025 la città ha registrato 74 giorni di sforamento, più del doppio del limite consentito. La media annuale di 25,43 µg/m³ resta inoltre superiore al target europeo 2030 (20 µg/m³), richiedendo una riduzione del 21%. Anche il valore di NO₂ (21,82 µg/m³), pur entro i limiti attuali, supera l’obiettivo futuro fissato dall’Unione europea. Come già lo scorso anno – e come riportato dall’Ansa – Teverola si conferma tra le “maglie nere” regionali per il PM10.

L’emergenza non è circoscritta ai confini comunali: l’intera fascia urbana tra Napoli e Caserta rappresenta, secondo gli indicatori Arpac e Ispra, una delle aree più compromesse della Campania per concentrazione di polveri sottili e ossidi di azoto. Ciò, sebbene riguardi un’area più ampia, non deve in alcun modo attenuare le responsabilità locali. «Dopo un anno e mezzo di amministrazione – spiegano dal gruppo consiliare Teverola Sostenibile, Alfonso Fattore e Giusy Caputoabbiamo ascoltato decine di dichiarazioni e annunci, ma non abbiamo visto una sola strategia concreta. Le ordinanze, quando ci sono state, si sono rivelate inefficaci e prive di visione. Non è mai stato chiesto il supporto di tecnici, del Consiglio comunale o di altri enti competenti, come se bastasse copiare un vademecum di un altro Comune per affrontare un problema complesso come quello dell’inquinamento. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un immobilismo che preoccupa e che pesa sulla salute e sulla fiducia dei cittadini». «Riteniamo improcrastinabile l’avvio di un piano organico di riforestazione urbana per restituire ossigeno e vivibilità a Teverola. Servono boschi urbani, piccoli ma diffusi, e un sistema coerente di aree verdi integrato in un progetto di mitigazione ambientale capace di ridurre le polveri sottili e migliorare in modo stabile la qualità dell’aria. Il sindaco comprenda che il Comune non è il palcoscenico di Sanremo per feste e benemerenze, ma un’istituzione chiamata a governare con responsabilità», concludono Fattore e Caputo.

La riforestazione rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per contrastare l’inquinamento atmosferico urbano. Gli alberi assorbono anidride carbonica e particolato fine (PM10 e PM2.5), riducendo la concentrazione di inquinanti nell’aria. Le aree verdi contribuiscono a mitigare le isole di calore, migliorano la permeabilità del suolo e favoriscono la biodiversità. In un contesto come quello di Teverola, caratterizzato da elevata densità abitativa e traffico veicolare intenso, la riforestazione urbana è una misura strutturale di prevenzione, sia ambientale che sanitaria. Il Comune dispone anche delle risorse economiche necessarie per avviare tali interventi finalizzati a migliorare la qualità dell’aria e della salute dei cittadini.

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