Crans-Montana, dal Comune 1 milione di franchi per le vittime. Resta online piattaforma testimonianze

di Redazione

Un sostegno economico per provare ad alleviare una ferita che resta profonda. Il Comune di Crans-Montana ha stanziato un milione di franchi destinati alla Fondazione d’aiuto alle vittime dell’incendio di Capodanno, attualmente ancora in fase di costituzione. Una tragedia che, nella notte di San Silvestro, ha segnato per sempre la nota località sciistica svizzera, con 41 vittime e 115 feriti nel rogo scoppiato all’interno del discobar Le Constellation.

Il contributo del Comune – «Siamo consapevoli che il denaro non cancellerà nessuna ferita, ma speriamo di poter sostenere le famiglie colpite da questa tragedia e testimoniare la solidarietà della comunità di Crans-Montana», ha spiegato in una nota il sindaco Nicolas Féraud, motivando la decisione dell’amministrazione comunale. L’incendio è costato la vita a 41 ragazzi: l’ultima vittima, un diciottenne svizzero, è deceduta pochi giorni fa dopo quasi un mese di ricovero.

La piattaforma online e il no all’oscuramento – Resta intanto attiva la piattaforma online che raccoglie immagini, video e testimonianze sul rogo. Nei giorni scorsi Patrick Michod, legale di Jacques Moretti, aveva presentato un’istanza per chiederne l’oscuramento. Il sito è stato avviato dall’avvocato Romain Jordan, che rappresenta diverse famiglie delle vittime. Per la difesa di Moretti, indagato insieme alla moglie Jessica Maric per omicidio, lesioni e incendio colposi, solo le autorità penali, e non i legali delle parti, sarebbero titolate ad amministrare le prove. La Procura di Sion non ha però condiviso questa impostazione e si è opposta alla richiesta, ritenendo che la normativa svizzera non impedisca alle parti di raccogliere elementi di prova da sottoporre alla valutazione del Ministero pubblico.

La posizione dei magistrati – Per gli inquirenti del Vallese la piattaforma non costituisce alcun rischio di condizionamento dei potenziali testimoni. Il sito, infatti, è semplicemente messo a disposizione di chi intende condividere foto, video, testimonianze o altri documenti, senza attivare forme di interazione con gli utenti, che restano anonimi. Nella pagina introduttiva si legge: «Se sei stato testimone della tragedia a Crans-Montana e/o possiedi foto, video, rivelazioni o informazioni, puoi condividerle qui in modo anonimo. Ti invitiamo a conservare i tuoi dati originali e ti incoraggiamo a rivolgerti anche alla polizia o al Ministero pubblico».

La costituzione di parte civile – Sul fronte giudiziario, nelle ultime ore la famiglia della sedicenne Sofia D., studentessa del liceo Virgilio di Milano, attualmente ricoverata al Niguarda per le gravi conseguenze riportate nell’incendio, ha depositato l’atto di costituzione di parte civile sia presso la Procura vallese sia presso quella di Roma. Un ulteriore passaggio che conferma come, accanto al dolore, continui il percorso di ricerca della verità e delle responsabilità per una tragedia che ha segnato profondamente Crans-Montana e l’intera comunità internazionale coinvolta.

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