Il controllo scatta mentre il treno è pronto a lasciare la stazione internazionale di Chiasso. Un passaggio apparentemente ordinario, che si trasforma in un accertamento destinato a far emergere un tentativo di eludere le regole doganali: nello zaino di una viaggiatrice diretta in Italia vengono scoperti gioielli per un valore complessivo di oltre 140mila euro.
L’operazione è stata condotta dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del Distaccamento territoriale di Ponte Chiasso insieme ai finanzieri del Gruppo Ponte Chiasso. Sotto controllo è finita una cittadina italiana, iscritta all’Aire e residente a Dubai (Uae), che viaggiava con il marito, anch’egli residente all’estero e iscritto all’Aire.
Le operazioni di tax free e l’omissione alla dogana italiana – Poco prima di salire a bordo del treno diretto a Milano, la donna aveva regolarmente completato presso gli uffici della dogana elvetica di Chiasso le procedure di tax free per ottenere il rimborso dell’Iva svizzera sui monili acquistati oltreconfine. Secondo quanto accertato, però, la stessa avrebbe omesso di dichiarare i beni alle competenti autorità doganali italiane, presenti nella stazione internazionale, prima dell’ingresso nello Stato.
Il controllo e la risposta “nulla da dichiarare” – Il comportamento, ritenuto finalizzato ad aggirare le procedure di corretta immissione di merce di valore superiore alle franchigie nel territorio unionale, non è passato inosservato ai finanzieri in servizio di vigilanza. L’allerta al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha consentito di individuare i due coniugi, già saliti sul primo convoglio utile per l’Italia. Alla domanda di rito sull’eventuale presenza di valuta o merce da dichiarare, la viaggiatrice ha risposto di non avere nulla al seguito.
Il “tesoro” nello zaino – La dichiarazione, giudicata incoerente rispetto agli elementi già emersi, ha portato ad approfondire il controllo. All’interno dello zaino della donna sono stati rinvenuti due preziosi girocollo, per un valore complessivo superiore a 140mila euro.
La violazione e l’importo dovuto – È scattata così la contestazione della violazione amministrativa prevista dall’articolo 79 del decreto legislativo 141/2024, relativa al contrabbando per infedele dichiarazione. Per poter ottenere lo svincolo della merce, la parte è stata obbligata a corrispondere l’intero ammontare dei diritti evasi a titolo di dazio e Iva, oltre alla sanzione applicata nei minimi edittali, per un importo complessivo di oltre 41mila euro. IN ALTO IL VIDEO

