Caserta, Cisal scrive alla Regione: stop a nuove sanatorie, serve un piano casa

di Redazione

Un territorio segnato da decenni di scelte emergenziali e da politiche prive di una visione di lungo periodo. È da questa premessa che muove la lettera inviata questa mattina dal segretario generale della Cisal Caserta, Ferdinando Palumbo, al presidente della Giunta Regionale della Campania, Roberto Fico, e agli assessori competenti, per richiamare l’attenzione dell’esecutivo regionale sulle criticità legate al governo del territorio, con particolare riferimento alla provincia di Caserta.

Nel documento, la Cisal ripercorre il peso ambientale, sociale ed economico che l’area casertana ha sostenuto negli ultimi decenni, soprattutto in relazione alla gestione dei rifiuti, all’uso del suolo e alla pianificazione urbanistica. Viene ricordato come la provincia sia stata uno degli epicentri della cosiddetta emergenza rifiuti campana, formalmente avviata con il decreto-legge numero 90 del 2008 e protrattasi ben oltre la fase commissariale, lasciando segni ancora evidenti sul territorio.

Le ferite dell’emergenza rifiuti – Particolare attenzione è rivolta all’alto casertano, area che ha ospitato impianti e insediamenti fortemente contestati dalle comunità locali, percepiti come imposizioni calate dall’alto e prive di qualsiasi percorso di concertazione. In questo quadro viene richiamata la vicenda della discarica abusiva di Calvi Risorta, più volte finita al centro di inchieste giudiziarie e indicata in sede istituzionale come una delle più estese d’Europa per quantità e tipologia di rifiuti illecitamente smaltiti, divenuta simbolo di un territorio sacrificato e compromesso.

Il nodo del condono edilizio – Alla luce di questo passato, la Cisal Caserta esprime forte preoccupazione per le recenti notizie provenienti dal Parlamento sulla possibile riapertura dei termini di precedenti sanatorie edilizie. Nella lettera si evidenzia come il tema del condono abbia prodotto nel tempo effetti controversi, soprattutto in contesti fragili dal punto di vista idrogeologico e ambientale come la Campania e, in particolare, la provincia di Caserta, classificata tra le aree a più alto rischio di dissesto. Pur riconoscendo che una parte dell’abusivismo edilizio sia nata da condizioni di necessità, dall’assenza di politiche abitative efficaci e da un deficit storico di programmazione pubblica, il sindacato sottolinea che tali criticità non possono essere affrontate attraverso scorciatoie normative o sanatorie generalizzate.

La proposta: un piano casa regionale – Secondo la Cisal, le istituzioni sono chiamate a garantire legalità, sicurezza, tutela ambientale, condizioni di vita dignitose e un controllo rigoroso dell’inquinamento. Da qui la sollecitazione ad avviare una riflessione seria e strutturata su un piano casa regionale che rappresenti un’alternativa credibile alle sanatorie, capace di rilanciare il settore edilizio e l’occupazione senza ripetere gli errori del passato. Il documento indica come priorità la rigenerazione urbana, la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente. I nuovi insediamenti abitativi, viene sottolineato, dovranno evitare modelli urbanistici già rivelatisi fallimentari e puntare su tessuti urbani integrati, dotati di servizi, spazi pubblici e infrastrutture, in grado di restituire vivibilità, dignità e senso di comunità ai territori più colpiti.

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