Mondragone (Caserta) – Una pagina poco conosciuta della storia cittadina potrebbe trovare finalmente un segno tangibile nello spazio pubblico. È la vicenda del pastore evangelico di origini mondragonesi Alfredo Taglialatela – figlio del filosofo Pietro Taglialatela (nella foto) – protagonista agli inizi del Novecento di un celebre confronto sull’esistenza di Dio con l’allora giovane socialista Benito Mussolini, destinato ad avere eco ben oltre il tempo in cui si svolse.
La proposta arriva dai consiglieri comunali Luigi Alberico, Marcello Buonodono e Pasquale Marquez, che hanno formalizzato una mozione consiliare per l’apposizione di una lapide commemorativa ai piedi del busto marmoreo raffigurante il più noto Pietro Taglialatela (7 gennaio 1829 – 23 settembre 1913), sacerdote cattolico, docente di teologia, poi divenuto evangelico pastore della Chiesa Metodista Wesleyana e in seguito di quella Episcopale. L’atto sarà iscritto all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio comunale e si inserisce, secondo i firmatari, tra gli obiettivi programmatici dell’Amministrazione comunale legati alla tutela della memoria popolare, alla promozione della storia cittadina e alla valorizzazione dell’identità civica.
La mozione richiama anche il lavoro portato avanti da anni da associazioni di volontariato, parrocchie, scuole di ogni ordine e grado, categorie professionali e operatori economici, impegnati nel recupero delle radici storiche della comunità mondragonese, spesso attraverso la riscoperta di luoghi, manufatti e personaggi finiti nell’oblio. In questo solco si colloca l’iniziativa dell’Associazione “Quartiere Sant’Angelo”, che ha curato l’installazione, sul piazzale “Pasquale Corvino” antistante il Palazzo Ducale, del busto marmoreo dedicato a Pietro Taglialatela, figura già oggetto di approfonditi studi a cura del professor Raffaele Fiore.
Meno nota, invece, resta la figura del figlio Alfredo, pastore evangelista come il padre, nato a Napoli nel 1872 e morto nel 1949 a Toronto, in Canada, dove è tuttora sepolto. Teologo e intellettuale apprezzato, Alfredo Taglialatela fu protagonista, il 26 marzo del 1904, di un dibattito destinato a segnare il confronto culturale e politico dell’epoca: il contraddittorio sull’esistenza di Dio con l’appena ventenne Mussolini, svoltosi nella Maison du Peuple di Losanna, in Svizzera, dove il futuro dittatore risiedeva all’epoca. Taglialatela difendeva la fede cristiana, mentre Mussolini, influenzato da posizioni positiviste e socialiste, negava l’esistenza di Dio, promuovendo la scienza e il progresso contro quella che definiva superstizione. Durante il dibattito, il futuro dittatore sostenne una visione materialista e atea, sfidando Dio a colpirlo entro dieci minuti per dimostrarne l’esistenza. Secondo la testimonianza di Angelica Balabanoff, Mussolini usò l’espediente di dare “dieci minuti di tempo al Padre Eterno” per colpirlo, dimostrando, con il mancato evento, la tesi atea L’Osservatore.
Un episodio – ripreso anche dal regista Marco Bellocchio nel film Vincere – che, secondo i consiglieri proponenti, merita non solo di essere ricordato solennemente, ma anche trasmesso alle nuove generazioni, diventando parte integrante della memoria collettiva della città. Da qui la richiesta di impegnare la Giunta comunale a deliberare sull’apposizione di una lapide commemorativa, collocata ai piedi del busto di Pietro Taglialatela, con un testo che richiami sia la figura del filosofo sia quella del figlio Alfredo e il celebre confronto del 26 marzo 1904.
Il testo proposto per la lapide recita:
“In memoria di
PIETRO TAGLIALATELA
filosofo, teologo, scrittore e patriota mondragonese.
E di suo figlio
ALFREDO
(1872-1949),
intellettuale raffinatissimo e pastore evangelista,
protagonista con il giovane socialista
BENITO MUSSOLINI
del contraddittorio sull’esistenza di Dio
disputato il 26 marzo 1904 nella ‘Casa del Popolo’
di Losanna (Svizzera)”.
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