Benevento – La lotta per la vita è durata due giorni, poi il cuore si è fermato. L’incidente avvenuto martedì scorso alla contrada Olivola, alla periferia di Benevento, si chiude con un bilancio ancora più pesante: salgono a due le vittime della caduta dell’elicottero ultraleggero finito al suolo e avvolto dalle fiamme.
Il decesso del pilota – Non ce l’ha fatta Venanzio Rapolla, 68 anni, colonnello dell’Aviazione dell’Esercito Italiano in pensione, pilota e istruttore di lunghissima esperienza. Le sue condizioni erano apparse subito disperate: ustioni estese su circa il 90 per cento del corpo e gravi traumi riportati nell’impatto. Dopo il primo ricovero all’ospedale San Pio di Benevento, era stato trasferito d’urgenza al Cardarelli di Napoli, dove è deceduto nella notte.
La prima vittima – Nell’incidente aveva perso la vita sul colpo Pasquale Esposito, 76 anni, manager e imprenditore molto noto ad Airola. Viaggiava a bordo dell’ultraleggero insieme a Rapolla al momento della caduta.
Chi era il pilota – Venanzio Rapolla era presidente dell’Aeroclub di Benevento e ricopriva anche l’incarico di istruttore presso la struttura di contrada Olivola. Alle spalle aveva migliaia di ore di volo ed era considerato un punto di riferimento nel settore degli ultraleggeri. Proprio lui era ai comandi del velivolo precipitato e andato a fuoco subito dopo l’impatto.
Le indagini – Sulla tragedia la Procura di Benevento ha aperto un’inchiesta. Le indagini sono affidate alla polizia e coordinate dal pubblico ministero Flavia Felaco. Al momento, l’ipotesi più accreditata resta quella di un guasto tecnico del mezzo, ma saranno gli accertamenti a chiarire le cause dell’incidente. È in programma per oggi l’esame autoptico sul corpo di Pasquale Esposito.
L’aviosuperficie di Olivola – L’area di Benevento-Olivola è un’aviosuperficie utilizzata per gli ultraleggeri a motore, situata a circa cinque chilometri dalla città. Realizzata agli inizi degli anni Trenta dalle truppe della Regia Aeronautica come base operativa, dalla fine degli anni Sessanta è rientrata nella disponibilità del Demanio, attraversando un lungo periodo di abbandono e utilizzo agricolo. Solo in seguito è stata riconvertita e destinata alle attività di volo sportivo.

