La procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizzando il reato di istigazione al suicidio per fare piena luce sulla morte di Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, trovati impiccati nel giardino della loro abitazione ad Anguillara Sabazia, nel tardo pomeriggio di sabato. I due erano i genitori di Claudio Carlomagno, detenuto per il femminicidio della moglie Federica Torzullo, avvenuto nell’abitazione della coppia nello stesso comune alle porte di Roma.
Il contesto e la scoperta dei corpi – Il duplice suicidio si è consumato a pochi giorni dall’omicidio che ha scosso la comunità locale e l’intero Paese. I coniugi, rispettivamente di 67 e 65 anni, sono stati trovati senza vita nella villetta sul lago di Bracciano. La casa è stata posta sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti necessari a ricostruire le ultime ore della coppia ed eventuali responsabilità di terzi.
Pressioni e gogna pubblica – Secondo quanto emerso, i due anziani sarebbero stati travolti da un’ondata di ostilità e odio sui social network, pur non essendo mai finiti nel registro degli indagati. Per una parte dell’opinione pubblica, tuttavia, erano considerati colpevoli “per riflesso”, solo per essere i genitori dell’autore del femminicidio. Da qui sarebbe partita una vera e propria gogna mediatica. La donna, già in passato in polizia e poi assessore alla sicurezza, si era dimessa dall’incarico subito dopo il ritrovamento del corpo di Federica. Il marito, titolare di una ditta di scavi molto attiva in provincia, aveva visto la propria vita professionale e privata stravolta nel giro di pochi giorni.
L’isolamento e il biglietto d’addio – Per sottrarsi a quel clima, la coppia si era temporaneamente trasferita a Roma, nella casa del figlio minore Davide, lasciando il paese di circa ventimila abitanti in cui erano conosciuti da tutti. La donna, secondo quanto riferito, usciva di casa indossando una parrucca per non essere riconosciuta. Prima di tornare ad Anguillara e togliersi la vita, i due hanno lasciato una lettera di addio, due pagine scritte a mano, in cui spiegavano al figlio minore il dolore e la vergogna che li avevano accompagnati fino alla decisione finale.
L’indagine della procura – L’inchiesta aperta dalla procura di Civitavecchia punta ora a verificare se pressioni esterne, minacce o comportamenti persecutori possano aver contribuito alla scelta dei due coniugi. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire nel dettaglio le ultime ore dei coniugi e valutare ogni elemento utile.
La posizione di Claudio Carlomagno – Intanto, Claudio Carlomagno resta detenuto in carcere, sorvegliato a vista per il timore di gesti autolesionistici. Secondo quanto riferito, l’uomo piange e ripete agli agenti di volersi togliere la vita, pur dicendo di non averne il coraggio. Il suo avvocato, Andrea Miroli, ha commentato: “I genitori di chi commette un reato così grave sono vittime. Il mio pensiero va al figlio che in pochi giorni ha perso la mamma, i nonni e per molto tempo il padre”.

