Ambiente e legalità, Claudia Salvestrini riceve il premio internazionale “Divinamente Donna”

di Antonio Taglialatela

Una delle voci più autorevoli dell’ambientalismo operativo italiano. Nella solennità della Sala Zuccari del Senato della Repubblica, tra stucchi e storia istituzionale, Claudia Salvestrini, direttrice generale del Polieco Consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti di beni in polietilene, ha ricevuto il Premio Culturale Internazionale Divinamente Donna che celebra l’eccellenza femminile e l’impegno di donne capaci di lasciare un segno concreto nella società. 

Un riconoscimento che assume un valore particolare perché riconosce una carriera costruita con coraggio e determinazione sul campo, tra studio delle normative, denuncia dei traffici illeciti e promozione di un modello di economia circolare capace di coniugare ambiente, legalità e diritti umani. Dedico questo premio a tutte quelle donne e a quei bambini che, in molte parti del mondo, vengono sfruttati per recuperare rifiuti in condizioni disumane. Il nostro impegno quotidiano è anche per loro: affinché la tutela dell’ambiente sia sempre accompagnata dal rispetto della dignità e dei diritti delle persone”, ha commentato Salvestrini. 

La battaglia per la legalità ambientaleAlla guida di Polieco, Salvestrini è diventata negli anni un punto di riferimento per chi si occupa di gestione dei rifiuti e tutela ambientale. La sua visione è chiara: il riciclo non può essere considerato soltanto una fase finale del ciclo produttivo ma deve trasformarsi in un processo capace di restituire valore ai materiali, generando nuove risorse di qualità. È su questo terreno che si colloca gran parte del suo lavoro: promuovere un sistema di raccolta e recupero basato sulla qualità dei materiali e non semplicemente sulla quantità dei rifiuti raccolti. Un approccio che chiama in causa imprese, istituzioni e cittadini, invitandoli a ripensare l’intero modello di produzione e consumo. 

Le rotte invisibili dei rifiutiNegli ultimi anni Salvestrini ha anche acceso i riflettori su un fenomeno spesso poco conosciuto: le nuove rotte dei traffici illeciti di rifiuti. Dopo il blocco imposto dalla Cina nel 2018 all’importazione di rifiuti, il sistema internazionale del riciclo ha subito profonde trasformazioni. Secondo le analisi denunciate più volte dalla direttrice di Polieco, una parte crescente dei rifiuti parte dai porti italiani per raggiungere altri Paesi dell’Unione Europea, come la Grecia o alcuni Stati dell’Est, per poi proseguire verso Turchia e Paesi del Nord Africa, tra cui Tunisia ed Egitto. Una complessa rete di “triangolazioni” che ha contribuito a ridefinire il mercato globale dei rifiuti e a evidenziare le fragilità del sistema internazionale di gestione e controllo. 

Innovazione e sburocratizzazioneAccanto alla denuncia delle criticità, Salvestrini promuove soluzioni concrete. Tra queste, il principio dell’eco-design: progettare prodotti che possano essere facilmente riciclati fin dalla loro nascita. Una filosofia industriale che riduce sprechi e costi ambientali, rendendo più efficiente l’intero ciclo dei materiali. Allo stesso tempo, richiama spesso l’attenzione sull’eccessiva burocrazia che in Italia rallenta lo sviluppo dell’economia circolare, scoraggiando investimenti e innovazione da parte delle imprese. 

Il Forum Polieco – Sin dal 2009, il Forum Internazionale Polieco sull’economia dei rifiuti si è affermato come uno dei più autorevoli spazi di confronto in Italia, capace di far dialogare il mondo dell’impresa con la magistratura e le istituzioni per affrontare le sfide della transizione ecologica e della legalità. Attraverso la denuncia sistematica delle ecomafie e del traffico illecito di rifiuti, l’evento ha contribuito a definire nuovi standard di tracciabilità e a influenzare l’agenda legislativa nazionale verso criteri di economia circolare sempre più trasparenti e certificati.

Formazione e cultura della legalitàIl lavoro del consorzio diretto da Salvestrini non si limita alla gestione del riciclo. Attraverso la Fondazione Santa Chiara, Polieco organizza in tutta Italia corsi di alto livello dedicati alla tutela dell’ambiente, all’economia e alla legalità. Un’attività formativa rivolta alle imprese del settore, alle forze di polizia impegnate nella tutela ambientale e agli enti della pubblica amministrazione chiamati a vigilare sulla corretta gestione del ciclo dei rifiuti. In questo percorso, la formazione diventa uno strumento strategico: conoscere le norme, comprenderne le applicazioni e diffondere una cultura della responsabilità ambientale è il primo passo per contrastare illegalità e traffici internazionali. 

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