Caserta senza spazi culturali, associazioni ripartono dalle librerie: ciclo di incontri su intelligenza artificiale

di Redazione

Caserta – Con la chiusura delle attività dell’Enoteca gestita dalla Camera di Commercio, lo scenario della vita socio-culturale di Caserta appare sempre più impoverito. Nel capoluogo, allo stato attuale, non esiste più alcuno spazio pubblico comunale destinato ad attività culturali e ricreative: da tempo risultano infatti chiusi anche gli spazi di Sant’Agostino e la biblioteca civica “Alfonso Ruggiero” (nella foto).

Una situazione definita indegna – Di fronte a quella che viene definita una condizione indegna per un capoluogo di provincia, la rete delle Piazze del Sapere prova a ripartire dalla cultura utilizzando gli unici luoghi oggi disponibili: le tre librerie cittadine Feltrinelli, Giunti e Pacifico. Spazi privati che, di fatto, rappresentano gli unici contesti in cui è ancora possibile programmare incontri ed eventi finalizzati alla crescita della cittadinanza attiva e alla coesione sociale. Un percorso che vede il coinvolgimento e la collaborazione di diverse realtà associative, tra cui Spi Cgil e Auser di Caserta e Casagiove, il Cidis – Centro di accoglienza per immigrati, Costituente Terra, Rigenera Caserta e Unitre di Casagiove.

Il paradosso della “Città che legge” – Caserta si è confermata “Città che legge”, ma la storica biblioteca comunale “Alfonso Ruggiero”, in via Laviano, resta chiusa in uno stato di abbandono definito vergognoso. Una contraddizione evidente, che si scontra con problemi strutturali mai realmente risolti. Le Piazze del Sapere e le altre associazioni riunite nel comitato “Biblioteca organizzata”, nato proprio per chiedere il recupero e il rilancio della struttura, da tempo denunciano la mancata fruizione degli spazi e sollecitano interventi che, nonostante la disponibilità di fondi, non sono mai partiti. A distanza di un anno, i lavori risultano ancora fermi.

Una città senza beni comuni – La decadenza della biblioteca viene indicata come la rappresentazione plastica di una città priva di spazi e di beni comuni per i giovani e per le associazioni socio-culturali. Una condizione che, secondo le realtà promotrici, incide negativamente sulla partecipazione e sulla vitalità della comunità cittadina.

Ripartire dal sapere – Anche nell’attuale fase di amministrazione controllata del Comune, le associazioni ribadiscono la convinzione che proprio il sapere e la conoscenza possano rappresentare la chiave per invertire la rotta e rilanciare una partecipazione attiva dei cittadini. In questa direzione è stato programmato un ciclo di incontri seminariali dedicati alle tematiche dell’intelligenza artificiale, argomento di grande attualità ma ancora poco conosciuto.

Il primo appuntamento – In collaborazione con Auser e Cidis, le Piazze del Sapere hanno organizzato un primo incontro che si terrà venerdì 6 febbraio, alle ore 17, al Cidis, in corso Trieste 235, con una comunicazione del professor Sergio Vellante dedicata al tema Diritto al cibo e sicurezza alimentare. Un’iniziativa che segna un nuovo tentativo di rimettere in moto il dibattito culturale cittadino, nonostante l’assenza di spazi pubblici.

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