Mondragone (Caserta) – Una lunga sequenza di domande rimaste senza risposta, risorse assegnate e obiettivi non centrati, scadenze che, secondo Ambc, sarebbero già trascorse. È un atto di accusa politico e amministrativo quello messo nero su bianco dall’Associazione Mondragone Bene Comune che torna a puntare il dito contro il sindaco Francesco Lavanga sulla gestione degli asili nido comunali e sui fondi destinati al potenziamento del servizio per l’infanzia.
Le richieste di chiarimento sui fondi – L’associazione ricorda di aver chiesto pubblicamente al primo cittadino di fare luce sui circa 3 milioni di euro assegnati al Comune per incrementare la presenza di bambine e bambini negli asili nido. Una richiesta definita “lecita e dovuta”, soprattutto alla luce del fatto che, anche per l’anno scolastico 2025-2026, “dell’apertura dell’asilo nido comunale già realizzato presso la scuola Arcobaleno non vi è traccia alcuna”. Una struttura che, secondo l’Ambc, sarebbe stata ultimata da tempo ma mai attivata, non vigilata e successivamente vandalizzata.
L’asilo mai attivato e le domande senza risposta – Ambc torna anche su quanto accaduto nei mesi precedenti. Ad ottobre scorso, riferisce l’associazione, erano state avanzate domande su chi e come avrebbe gestito non solo l’asilo nido già realizzato, ma anche un’altra struttura in costruzione. Anche in quel caso, sottolinea l’associazione, non sarebbe arrivato alcun riscontro.
Il target mancato e la nomina a commissario – Sul piano dei numeri, Ambc afferma che per l’anno 2024 il Comune di Mondragone non avrebbe rispettato il target assegnato di 41 bambini frequentanti gli asili nido. Da qui la nomina del sindaco a commissario ad acta, “a titolo gratuito e senza oneri a carico della finanza pubblica”, come riportato nel decreto del 5 novembre 2025 del Ministero dell’Interno (link: https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/documentazione/decreto-5-novembre-2025). L’associazione evidenzia che dal decreto risulta il mancato raggiungimento dell’obiettivo e si richiama l’obbligo, per il commissario, di attivarsi affinché l’ente metta in atto tutte le azioni necessarie al conseguimento degli obiettivi di servizio o dei livelli essenziali delle prestazioni.
Le scadenze e l’ipotesi commissariamento – L’Ambc richiama testualmente il passaggio del decreto che prevede l’invio, entro sessanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, di un cronoprogramma a Sogei con le misure ritenute idonee a conseguire gli obiettivi. Secondo l’associazione, quei sessanta giorni sarebbero già scaduti. “Possiamo sapere cosa è stato fatto in questi 60 giorni?”, si chiede l’Ambc, ricordando che, in caso di ulteriore inadempienza, il Ministero potrebbe procedere alla nomina di un commissario prefettizio. Ambc solleva, inoltre, il tema di cosa sia avvenuto negli anni 2022, 2023 e 2025, chiedendo l’intervento dei consiglieri comunali attraverso un’interrogazione.
Le critiche alla comunicazione del sindaco – L’associazione contesta anche le risposte pubbliche del primo cittadino, accusato di “non rispondere alle nostre pubbliche domande” e di tornare a parlare di un asilo “prossimo all’apertura”, di regolamenti e di suppellettili, elementi che – secondo l’Ambc – non avrebbero attinenza con i quesiti posti. Viene ricordato come le risorse per il potenziamento del servizio possano essere utilizzate anche tramite accordi o convenzioni con asili nido e micronidi privati, oppure attraverso voucher e contributi alle famiglie. “Le possibilità d’intervento erano e sono tante e varie”, afferma l’associazione, chiedendosi cosa sia stato fatto concretamente.
Le parole del sindaco “ribaltate” – Nel comunicato si cita infine una dichiarazione del sindaco al quotidiano Il Mattino: “Mondragone merita ben altro: amministratori che lavorano, risolvono i problemi e si assumono responsabilità …”. Un’affermazione che l’Ambc ribalta, richiamando un adagio: “Mettiti in disparte e osserva. Si capiscono tante cose uscendo di scena”. Quanto all’associazione, viene ribadito che anche questo intervento, come “tutti i 2.000 e oltre interventi di questi anni”, è stato compiuto “per costruire, per evitare di perdere soldi ed esclusivamente per il bene della città”.

