Marcianise (Caserta) – La giornata che sembrava poter segnare l’uscita dalla crisi politico-amministrativa si è chiusa con un colpo di scena. Il sindaco Antonio Trombetta ha rassegnato ieri sera le proprie dimissioni, formalizzandole con una pec inviata al protocollo del Comune. Un atto che arriva al termine di una fase complessa e durata circa cinquanta giorni, durante la quale si era tentato fino all’ultimo di ricomporre una maggioranza capace di garantire la continuità amministrativa. Le dimissioni aprono ora una finestra di venti giorni entro i quali il primo cittadino potrà ritirare l’atto. Trascorso quel termine, la decisione diventerà efficace e irrevocabile, portando al commissariamento dell’ente fino alle prossime elezioni amministrative, previste per il mese di maggio.
La trattativa mancata – Fino a poche ore prima della pec, lo scenario appariva diverso. Nel corso della giornata, Trombetta aveva incontrato due volte i consiglieri comunali che, fino allo scorso novembre, sedevano tra i banchi dell’opposizione. Sul tavolo, l’ipotesi di una nuova maggioranza composta prevalentemente da esponenti del centrosinistra, affiancati da alcuni consiglieri provenienti dalla coalizione che per oltre due anni e mezzo aveva sostenuto l’amministrazione. Un accordo di massima sulla composizione politica sembrava raggiunto, mentre per il programma e soprattutto per la definizione della nuova giunta si era deciso di prendersi ancora qualche giorno. Poi la scelta di interrompere il percorso.
Le ragioni della crisi – Ad annunciare e motivare la decisione è stato lo stesso sindaco con un lungo messaggio rivolto alla città. Alla base delle dimissioni, l’impossibilità di superare la crisi apertasi all’indomani delle elezioni regionali, quando due consiglieri comunali hanno abbandonato la maggioranza. Una frattura che, nonostante i tentativi di mediazione, non si è mai ricomposta. “Mi ero ripromesso di fare di tutto per evitare un ulteriore commissariamento – scrive – ma le forze disgregatrici hanno preso il sopravvento”. Falliti sia i tentativi di ricostruire la maggioranza originaria sia il dialogo con il centrosinistra, Trombetta parla di richieste giudicate “irricevibili”. In particolare, la proposta di una giunta interamente di centrosinistra, senza alcuna rappresentanza delle forze che fino a quel momento avevano sostenuto l’azione amministrativa. “Non una larga coalizione per il bene comune – sottolinea – ma, al netto delle belle parole, un banale ribaltone. Ho provato anche a ingoiare questo rospo, ma non ce l’ho fatta. Non posso, non devo, non voglio farlo”.
Il bilancio del mandato – Pur nell’amarezza dell’epilogo, il sindaco dimissionario rivendica con forza il lavoro svolto in due anni e mezzo di amministrazione, definendolo “una vera e propria rivoluzione, già visibile”. Nel suo messaggio elenca una lunga serie di interventi: dalla riqualificazione del comparto Cairoli al piano parcheggi, dal recupero della piscina comunale alla realizzazione di due asili nido, fino all’introduzione della mensa scolastica e del tempo pieno nella scuola primaria. Tra le opere citate anche la nuova scuola dell’infanzia del plesso Aldo Moro, il rifacimento della D’Annunzio e delle palestre cittadine, il Commissariato di Polizia in via San Giuliano, il rifacimento di numerose strade e i piani di rigenerazione urbana. “Sono molte le opere compiute – evidenzia – e tantissime quelle in corso e quelle programmate”.
Verso il commissariamento – Con le dimissioni, il Comune sarà affidato a un commissario prefettizio che curerà l’ordinaria amministrazione fino al ritorno alle urne. Una fase che, secondo Trombetta, rischia di rallentare il percorso avviato. “Invidio molto il mio successore – aggiunge – troverà una situazione contabile praticamente sanata, con fatture pagate mediamente in meno di 17 giorni, una vivibilità ritrovata, uno slancio culturale inedito e grandi opere pubbliche già avviate, che dovrà soltanto seguire”. Nel messaggio conclusivo, il sindaco ringrazia consiglieri e assessori che lo hanno affiancato e ribadisce l’orgoglio per il lavoro svolto alla guida della città. “Auguro a tutti voi il meglio – conclude – sono convinto che lo meritiate”.

