Sabato 24 gennaio, alle ore 18.30, il Teatro Sole di Grumo Nevano (Napoli) ospiterà Mare Mostrum, recital di teatro civile che sceglie il palcoscenico come spazio di testimonianza e riflessione su uno dei temi più laceranti del nostro tempo: le migrazioni. Uno spettacolo di forte impatto emotivo, capace di intrecciare denuncia e speranza, dolore e possibilità di rinascita.
Scritto e curato da Salvatore Nappa e dalla poetessa marocchina Dalila Hiaoui, Mare Mostrum accende i riflettori sul “viaggio drammatico dei migranti e la gioia di una nuova vita”, restituendo voce e volto a chi attraversa deserti, prigionie e mari ostili per inseguire un futuro diverso. Il titolo stesso gioca sulla distorsione del latino Mare Nostrum, trasformato in “mostro” mortale per migliaia di uomini, donne e bambini.
La rete organizzativa – L’iniziativa è promossa dalla Diocesi di Aversa in collaborazione con una rete di realtà impegnate da anni sul territorio nel campo della solidarietà e della cooperazione: il Coordinamento Sviluppo Locale, i Missionari Comboniani (MCCJ) e l’Associazione Bianco e Nero. Un lavoro corale che sottolinea il valore civile e comunitario dell’evento.
Il racconto in scena – Attraverso il linguaggio del teatro civile, l’opera ripercorre le tappe dell’esodo: la fuga da guerre, carestie e persecuzioni, l’attraversamento del deserto, la detenzione, l’attesa sospesa tra le onde e, infine, l’approdo incerto verso una possibile rinascita. Un racconto che non si limita alla cronaca, ma interroga le coscienze.
Le voci e le presenze – Sul palco anche figure del mondo missionario e dell’attivismo come Padre Daniele Moschetti e Padre Filippo Ivardi Ganapini, da tempo impegnati nel contrasto all’indifferenza. La narrazione sarà arricchita dalle performance di Gennaro Giove, Seramala Salvador, John Haile Argaw e dal Coro degli Africani, chiamati a trasformare il dolore del racconto in un inno alla vita e all’integrazione. Mare Mostrum ricorda che dietro ogni numero e ogni sbarco esistono nomi, storie, legami, e un diritto inalienabile alla felicità che nessun confine dovrebbe negare.

