Aversa (Caserta) – Una segnalazione formale, ma dai toni duri, che chiama in causa il Comune e punta il dito contro una situazione definita “intollerabile”. È quella inviata dall’avvocato Adele Belluomo, delegata territoriale dell’associazione Consumerismo No Profit di Aversa, indirizzata al sindaco Francesco Matacena e all’assessore alla Pubblica istruzione, Ugo Rufino. Al centro della lettera, la mancanza o la grave insufficienza di riscaldamento in diversi edifici scolastici pubblici cittadini, segnalata con particolare urgenza nei primi giorni del 2026, caratterizzati da temperature rigide. Tra i plessi citati figurano le scuole primarie “Cimarosa” e “Siani” e altri istituti indicati da genitori e organi di informazione.
Secondo quanto appreso dall’avvocato Belluomo, in alcuni casi alle famiglie e agli stessi alunni sarebbe stato suggerito di “coprirsi maggiormente” o di portare da casa plaid, maglioni pesanti e persino coperte per poter seguire le lezioni nelle aule. Un’indicazione che, per la delegata dell’associazione a tutela dei consumatori, non solo non rappresenta una soluzione accettabile ma costituirebbe una “implicita ammissione di incapacità gestionale”, oltre a configurare una condizione indegna per una città come Aversa. Nella lettera si sottolinea come non sia “nè dignotoso né decoroso che nel 2026 bambini, anche di età molto piccola, siano costretti a trascorrere ore di lezione in ambienti freddi, con possibili conseguenze sulla salute – raffreddamenti, malanni stagionali, abbassamento delle difese immunitarie – e con una compromissione del diritto all’istruzione in condizioni di adeguato comfort e sicurezza”.
Belluomo richiama, inoltre, il quadro normativo di riferimento, ricordando che il Dpr 412/1993 e le successive modifiche fissano parametri minimi di temperatura per gli ambienti scolastici, generalmente compresi tra i 18 e i 20 gradi centigradi. Viene citata anche la giurisprudenza, con pronunciamenti della Corte di Cassazione che hanno ribadito come la mancata manutenzione degli impianti termici nelle scuole pubbliche possa configurare violazioni dei doveri d’ufficio e, in caso di danni alla salute, anche responsabilità di natura erariale e penale.
Da qui la richiesta, urgente, di un intervento immediato per il ripristino del pieno funzionamento degli impianti di riscaldamento in tutti i plessi interessati, affiancato – ove necessario – da soluzioni tampone realmente efficaci. L’avvocato chiede, tra l’altro, tempi certi e pubblici per la risoluzione delle criticità, una comunicazione ufficiale rivolta a famiglie e dirigenze scolastiche con l’indicazione delle misure adottate e l’avvio di un piano strutturale di manutenzione preventiva degli impianti, per evitare il ripetersi della situazione negli anni futuri. E avverte che, in assenza di riscontri concreti e rapidi, verranno valutate ulteriori iniziative a tutela dei diritti dei minori, comprese segnalazioni alle autorità competenti – dalla Procura della Repubblica all’Anac, fino alla Corte dei Conti – e azioni di sensibilizzazione a livello nazionale. Un appello che si chiude con la richiesta di un intervento immediato per porre fine, nel più breve tempo possibile, a una vicenda definita “vergognosa”.

