Napoli, agguato a Ponticelli: ucciso Antonio Musella

di Redazione

Napoli – Almeno cinque colpi di pistola esplosi nel cuore della notte, un furgoncino bianco crivellato di proiettili e una corsa disperata verso l’ospedale che non è bastata a salvargli la vita. Si è consumato così, tra le palazzine del lotto 6 di Ponticelli, l’omicidio di Antonio Musella, conosciuto nel quartiere con il soprannome di “’o muccuso”, raggiunto dai killer mentre era alla guida del suo Fiat Doblò.

L’agguato – L’episodio si è verificato poco dopo la mezzanotte in via Cupa Vicinale Pepe, nella periferia orientale di Napoli, in una delle aree storicamente segnate dagli equilibri criminali tra i clan De Luca Bossa-Minichini e De Micco. Secondo una prima ricostruzione, i sicari avrebbero affiancato o intercettato il mezzo su cui viaggiava il 50enne, aprendo il fuoco frontalmente. Non si esclude che prima dell’esecuzione ci sia stato anche un inseguimento. Musella è stato soccorso ancora vivo e trasferito d’urgenza all’ospedale del Mare, dove è deceduto alcune ore dopo il ricovero. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra mobile di Napoli, del commissariato Ponticelli e le volanti dell’Ufficio prevenzione generale, impegnati a ricostruire le ultime ore della vittima e il movente del delitto.

Le indagini – Gli investigatori hanno trovato il furgone colpito nella parte anteriore, dettaglio che lascia ipotizzare un’azione diretta e mirata. Al vaglio ci sono le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e i tabulati telefonici della vittima. Gli inquirenti stanno cercando di capire se Musella fosse solo al momento dell’agguato oppure in compagnia di qualcuno poi allontanatosi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Le modalità dell’omicidio richiamano quelle tipiche di un’esecuzione di camorra, anche per il contesto territoriale in cui è maturata. Nonostante questo, gli investigatori precisano che Musella, pur essendo già noto alle forze dell’ordine per piccoli precedenti, non risulterebbe legato a clan o gruppi criminali della zona. Per questo motivo la Squadra mobile sta approfondendo ogni possibile pista, compresa quella personale e quella di una eventuale vendetta trasversale.

Il profilo della vittima – Nato nel 1975, Musella lavorava da circa trent’anni nel settore ortofrutticolo e stava raggiungendo Volla per motivi di lavoro quando è stato intercettato dai killer. Sui social mostrava spesso con orgoglio i prodotti della sua attività e, secondo quanto emerso nelle prime ore dell’inchiesta, era molto legato alla famiglia. Gli investigatori stanno scavando anche nella rete di parentele e frequentazioni dell’uomo. Tra gli elementi al centro degli accertamenti ci sarebbe anche un legame familiare con alcune donne appartenenti al gruppo delle cosiddette “Pazzignane”. Sul luogo dell’omicidio è arrivata anche la moglie della vittima, distrutta dal dolore. “Mio marito è una vittima innocente”, avrebbe ripetuto davanti agli investigatori e ai residenti radunatisi nell’area dell’agguato.

Il precedente – L’omicidio arriva a poco più di un mese dalla morte del giovane Fabio Ascione, il ventenne ucciso per errore in viale Carlo Miranda. Un nuovo fatto di sangue che riaccende la tensione a Ponticelli, quartiere ancora segnato dalle dinamiche criminali della periferia est di Napoli. IN ALTO IL VIDEO

Scrivici su Whatsapp
Benvenuto in Pupia. Come possiamo aiutarti?
Whatsapp
Redazione
Condividi con un amico