Elezioni 2026 nel Casertano, Miraglia: “Partiti si nascondono dietro finto civismo”

di Redazione

A poche settimane dal voto amministrativo che il 24 e 25 maggio coinvolgerà 18 Comuni della provincia, il confronto politico si accende anche sul terreno dell’identità delle liste. A sollevare la questione è Rachele Miraglia, referente di “Futuro Nazionale Vannacci” a Mondragone, che denuncia la progressiva scomparsa dei simboli di partito nelle competizioni locali.

Il quadro politico – Secondo Miraglia, quella che si presenta agli elettori è una “giungla” di simboli dai toni neutri e denominazioni generiche, dietro cui si celerebbe un vuoto di riferimenti politici chiari. “Perché i grandi partiti nazionali scelgono l’invisibilità sul territorio casertano? La risposta è in un pragmatismo cinico che rasenta il trasformismo. Rinunciare al proprio simbolo significa, nei fatti, aver paura di ‘metterci la faccia’. Le liste civiche diventano così contenitori indistinguibili dove possono convivere istanze opposte, con l’unico obiettivo di massimizzare il consenso immediato a discapito della coerenza programmatica”, afferma.

Il ruolo della militanza – Nel mirino anche il ridimensionamento dell’impegno politico tradizionale. “Chiedere a un militante di correre sotto una lista neutra significa dirgli che la sua storia non conta nulla. È questo il grido d’allarme che si leva guardando le liste. La militanza politica, fatta di ideali e visioni di lungo termine, viene sacrificata sull’altare della caccia all’ultima preferenza. Quando l’appartenenza diventa un imbarazzo da nascondere, è la democrazia stessa a uscirne indebolita”, prosegue.

Il nodo della responsabilità politica – Un altro punto critico evidenziato riguarda la mancanza di accountability. “Il pericolo del civismo di facciata è la mancanza di accountability. Se una coalizione civica fallisce il suo mandato, nessun partito nazionale ne paga il prezzo politico. Al giro successivo basterà cambiare nome alla lista, rimescolare i candidati e ripresentarsi con una nuova ‘maschera’. Questa melassa politica rende impossibile per l’elettore distinguere tra destra, centro e sinistra, trasformando la gestione della cosa pubblica in un mero accordo di potere tra professionisti del camouflage”.

L’appello – Da qui l’invito a un ritorno a una politica più riconoscibile e trasparente. “Il casertano non ha bisogno di amministratori senza anima o di ‘liste del sindaco’ costruite nel vuoto pneumatico. C’è bisogno di una politica che torni a essere trasparente e riconoscibile. Meglio una partecipazione onesta con il proprio simbolo, anche se con percentuali ridotte, piuttosto che l’anonimato di una lista civica che serve solo a coprire alleanze innaturali. ‘Ridateci la politica, basta maschere’. È questo l’invito rivolto a chi si candida a guidare le comunità locali in questa cruciale tornata del 2026. La trasparenza non è un optional, ma il primo dovere verso i cittadini”.

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