Aversa (Caserta) – Dopo una breve pausa, ripartono gli incontri con “I classici ritrovati” al Cinema Vittoria. Da lunedì 25 maggio al via, quindi, la 17esima edizione di una rassegna, ideata dai proprietari e direttori artistici Ermanno e Victor Russo, che sta diventando un appuntamento culturale imperdibile per riscoprire sul grande schermo capolavori della Settima Arte restaurati in 4k dalla Cineteca di Bologna, finalmente apprezzati, nel luogo deputato per far ciò, anche dalle generazioni più giovani.
La formula abbonamento, 15 euro per le quattro proiezioni in cartellone (pur se possibile assistere al singolo spettacolo pagando il normale biglietto d’ingresso), le introduzioni degli esperti di cinema Diego Del Pozzo e Rosario Gallone, gli orari standard (tranne qualche rara eccezione in caso di film con durata maggiore dei canonici 120 minuti), la cura, l’attenzione nel redigere il programma, che sapientemente mescola cinefilia e gusto popolare, sono squisiti dettagli, non secondari, atti ad arricchire un piatto forte, rappresentato dai validi titoli prescelti.
A cominciare dal primo, ovvero “Bianca” (1984) di Nanni Moretti, una delle sue pellicole più riuscite e di maggior successo commerciale, nella quale le tematiche esistenziali tipiche del cineasta, trentino d’origine ma romano d’adozione, vengono ravvivate da un’insolita venatura thriller, sfociata in scene e battute ormai iconiche. A seguire, lunedì 1 giugno, “Kill Bill: the Whole Bloody Affair” (2004), interessantissima opera riassuntiva dei due volumi del “Kill Bill” di Quentin Tarantino, usciti separatamente nei cinema e riuniti, successivamente, dal regista in un unico lungometraggio, che include, dopo i titoli di coda, il corto animato “The Last Chapter: Yuki’s Revenge”, occasione, dunque, più unica che rara per assistere a uno spettacolo, a dir poco, irripetibile per appassionati e non del genere pulp e dell’autore in questione.
Si prosegue, lunedì 8 giugno, con il giapponese “Principessa Mononoke” (1997) diretto dall’indiscusso maestro planetario del cartoon Hayao Miyazaki, pronto a incantarci, ancora una volta, con una favolo realistica, intrisa di lirismo, sentimento, colore, calore. Si termina, lunedì 15 giugno, con il misterioso “Fuoco cammina con me” (1992) di David Lynch, mitica versione per il cinema dello sceneggiato televisivo “Twin Peaks”, senza dubbio, uno dei lavori più intriganti prodotti dal visionario regista americano, abilissimo a catturare inquietudini, paure, incubi di intere generazioni, dando loro forma in immagini e musiche, diventate marchio di fabbrica, capaci di segnare indelebilmente l’immaginario collettivo dagli anni Novanta in poi.

