Napoli – Caso Sanident, Federconsumatori avvia diffide: “Pazienti lasciati a metà cure con rate ancora attive”

di Redazione

Napoli – Cure odontoiatriche interrotte, finanziamenti che continuano a essere addebitati e decine di pazienti rimasti senza risposte dopo la chiusura improvvisa della clinica. Sul caso Sanident, l’ambulatorio di via Brin finito al centro di un’inchiesta della Procura di Napoli, si apre ora anche il fronte legale promosso da Federconsumatori Campania.

L’associazione dei consumatori, attraverso il proprio legale Carlo Spirito, ha avviato nelle ultime ore l’invio delle prime diffide ad adempiere nei confronti della Sanident e della Dd Società tra Professionisti Srl, che condivide la sede della struttura. Al centro della vicenda la chiusura dell’ambulatorio odontoiatrico avvenuta il 20 marzo scorso, seguita il 22 aprile dallo sfratto per morosità e dalla rimozione dell’insegna. Secondo quanto riferito da Federconsumatori, sarebbero oltre 150 i pazienti rimasti con cure sospese, molti dei quali sottoposti a interventi già avviati e con finanziamenti ancora in corso di rimborso.

Le diffide – Nella diffida l’associazione assegna venti giorni di tempo alla società per riprendere e completare le prestazioni concordate. In caso contrario, il contratto sarà considerato risolto di diritto ai sensi degli articoli 1454 e 1455 del Codice civile. Contestualmente viene richiesta l’immediata consegna della documentazione sanitaria necessaria per consentire ai pazienti di proseguire le cure presso altre strutture.

Durissimo il commento del presidente di Federconsumatori Campania, Giovanni Berritto: «Quello che abbiamo davanti non è un caso isolato di dissesto aziendale. Sembra esserci il serio rischio di essere di fronte a un vero e proprio schema predatorio che avrebbe lucrato sulla salute e sulla dignità di centinaia di famiglie napoletane. Persone che si sono affidate a un percorso clinico complesso, che hanno fatto i sacrifici per pagarlo – spesso a rate, per cifre che arrivano fino a ventimila euro – e che oggi si ritrovano con interventi non conclusi, in alcuni casi addirittura con perni innestati e senza protesi, mentre la rata del finanziamento continua puntualmente ad essere addebitata sul conto. Davanti a una cosa così, la nostra associazione fa quello che ha sempre fatto: si arma di carte, di Codice civile e di Testo Unico Bancario e si mette al fianco di chi è stato lasciato solo. Da oggi le diffide partono una dopo l’altra, e questo è solo il primo passo».

La strategia legale – A spiegare i passaggi tecnici dell’azione avviata è l’avvocato Carlo Spirito, che coordina l’assistenza ai pazienti coinvolti: «La cosa più urgente, in questa fase, è risolvere tutti i contratti in essere per liberare i malcapitati dall’obbligo del pagamento delle rate. Lo strumento c’è ed è chiaro: l’articolo 125-quinquies del Testo Unico Bancario consente al consumatore, in caso di inadempimento del fornitore, di ottenere la risoluzione anche del contratto di credito collegato, con conseguente cessazione degli addebiti e rimborso integrale delle somme già versate. È per questo che le diffide vengono notificate per conoscenza alla finanziaria: perché prenda atto, da subito, della situazione. Successivamente entreremo nel merito dei rimborsi e del risarcimento dei danni, patrimoniali e non, prodotti dall’interruzione delle cure».

Gli sportelli attivi – Federconsumatori Campania invita tutti i cittadini coinvolti nella vicenda Sanident – pazienti con cure sospese, interventi non completati, acconti già versati o finanziamenti ancora attivi – a rivolgersi agli sportelli dell’associazione. Lo sportello principale è attivo in piazza Garibaldi 26 a Napoli. Contatti: telefono 081.196.44.072, email federconsumatori.cam@gmail.com. Restano operativi anche gli sportelli territoriali. L’associazione consiglia ai pazienti di presentarsi muniti di contratto sottoscritto con Sanident, ricevute dei pagamenti effettuati, copia del finanziamento, eventuale documentazione clinica già disponibile e qualsiasi comunicazione ricevuta dalla società dopo il 20 marzo.

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