Mondragone (Caserta) – Si chiude con il dissequestro e la restituzione ai legittimi proprietari una delle vicende più discusse degli ultimi mesi: quella dell’area denominata “La Duna”. Un provvedimento che segna un punto fermo dopo settimane di polemiche e interpretazioni contrastanti.
Il provvedimento della Procura – Il pubblico ministero Nicola Camerlingo, della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha accolto l’istanza presentata dai difensori degli interessati – gli avvocati Gaetano Petrone e Raffaele e Gaetano Crisileo – disponendo la restituzione dell’area ai soggetti titolati. Si tratta di Aldo Marziali, Maria Rosaria Malagisi e Pietro Marziali, quest’ultimo gestore dell’intera area.
La posizione della difesa – Gli avvocati Crisileo e Crisileo chiariscono: “Un passaggio importante è stato il conseguito dissequestro giudizial che certamente contribuisce a ristabilire con chiarezza il corretto perimetro della vicenda anche rispetto a errate ricostruzioni diffuse dai mass media e da alcune testate giornalistiche. La restituzione dell’area in questione, infatti, è stata disposta in favore dei legittimi proprietari delle aree interessate. Ciò non può essere letto in alcun modo come una generica restituzione alla collettività, come invece si era erroneamente creduto. Proprio questo è il punto centrale della vicenda: l’area ritorna nella disponibilità dei soggetti aventi diritto e destinatari del provvedimento favorevole di dissequestro della stessa e non come è stato scritto a favore della collettività. Una conclusione, questa, che segna la chiusura di una fase particolarmente delicata che restituisce certezza di titolarità ai proprietari delle particelle interessate. In questo quadro, il caso ‘La Duna’ può dunque dirsi risolto”.
Il sequestro e le indagini – L’area, estesa per circa 14mila metri quadrati di demanio marittimo, era stata sottoposta a sequestro preventivo d’urgenza nel maggio dello scorso anno. Il provvedimento era stato eseguito dalla Guardia Costiera di Mondragone, con il supporto del reparto di Castel Volturno e del gruppo investigativo presso la Direzione marittima di Napoli, nell’ambito di un più ampio piano di contrasto alle occupazioni abusive, agli illeciti edilizi e alle violazioni del vincolo paesaggistico.
Una vicenda che divideva la città – Con il dissequestro e la restituzione ai proprietari si chiude una fase lunga e controversa, che aveva acceso il dibattito pubblico dividendo la comunità tra innocentisti e colpevolisti. Il provvedimento della Procura mette ora un punto definitivo sulla vicenda de “La Duna di Mondragone”, restituendo certezza giuridica sulla titolarità delle aree interessate.

