Mondragone, 15enne trovato morto nel Po: la salma di Rayan Mdallel torna in città

di Massimiliano Ive

Mondragone (Caserta)Rayan Mdallel, il 15enne scomparso il 30 gennaio 2025 e poi ritrovato senza vita, nel maggio successivo, nelle acque del Po, nei pressi del ponte Regina Margherita, a Torino, sta per tornare a Mondragone.

L’indiscrezione è cominciata a circolare, stamane, quando sui social è stata annunciata da Tommaso Capizzi, uno dei più noti gestori del servizio delle onoranze funebri locale. Per dovere di cronaca, abbiamo contattato il sindaco di Mondragone, Francesco Lavanga, che aveva promesso ai suoi cittadini di fare tutto il possibile per consentire a Rayan di essere sepolto a Mondragone. Infatti, è stato proprio Lavanga a confermarci che entro il 15 aprile la salma del 15enne tornerà nella sua città. La scorsa estata il primo cittadino fu costretto a comunicare ai mondragonesi che i tempi di attesa per riabbracciare Rayan si erano allungati, in quanto gli uffici dell’area cimiteriale della città di Torino, nel mese di luglio 2025 disposero il rinvio dell’esumazione straordinaria e della restituzione del corpo di Rayan, a seguito di una richiesta del Comune di Mondragone.

In effetti, all’epoca venne sottolineato come il regolamento della Polizia mortuaria, all’articolo 84 comma 1 lettera “a” del Dpr 285/90, prevedesse quanto segue: “Salvo i casi ordinati dall’autorità giudiziaria non possono essere eseguite esumazioni straordinarie: nei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre, a meno che non si tratti di cimitero di comune montano, il cui regolamento di igiene consenta di procedere a tale operazione anche nei mesi suindicati”. Pertanto, la famiglia di Rayan e la comunità di Mondragone hanno dovuto attendere diversi mesi per la restituzione della salma.

Sulla vicenda legata alla morte del ragazzo, la Procura di Torino ha aperto un fascicolo di inchiesta. Non è chiaro ancora il motivo per il quale il 15enne, che frequentava la classe seconda del Liceo Classico “Galilei” della città domizia, si trovasse nel capoluogo piemontese. Si ipotizza un gioco online che lo avrebbe portato a conoscere dei ragazzi torinesi. Nessun segno di violenza sul corpo, identificato grazie alla comparazione del Dna con quello della madre. Ogni pista è aperta per risalire alle cause del decesso.

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