Castel Volturno, scontro sul Cpr da 40 milioni: Tridico contro il progetto a “La Piana”

di Redazione

Castel Volturno (Caserta) – Un bando da oltre 40 milioni di euro accende il dibattito sul litorale domitio e riporta al centro della scena una questione destinata a lasciare il segno: la possibile realizzazione di un Cpr, centro di permanenza per il rimpatrio, nell’area di “La Piana”. Una prospettiva che sta dividendo istituzioni, associazioni e comunità locali, già alle prese con equilibri delicati sul fronte dell’integrazione.

Le perplessità sul progetto – A intervenire è l’europarlamentare Pasquale Tridico, esponente del Movimento 5 Stelle, che raccoglie e rilancia le preoccupazioni espresse da più parti del territorio: “Alla luce delle segnalazioni ricevute e delle valutazioni effettuate con alcune realtà territoriali non posso che condividere e fare mia la grave preoccupazione già espressa dal mondo associativo, della Chiesa e da alcune realtà politiche, nei confronti di un progetto piovuto letteralmente sulla testa delle comunità locali senza passare per un minimo di interlocuzione che invece sarebbe il passo fondamentale da compiere per interventi così delicati e dall’esito altamente incerto”.

Il nodo integrazione – Nel mirino dell’eurodeputato c’è soprattutto il rischio di compromettere un percorso già fragile: “Parliamo di un territorio che da anni vive sulla propria pelle le tantissime criticità legate ai processi di integrazione delle comunità straniere sui quali con non poca fatica si sono conseguiti risultati apprezzabili che però rischiano di andare in fumo proprio per la logica che sottende i Cpr”.

Le condizioni nei centri e i timori sociali – Tridico richiama anche le criticità emerse nel tempo: “Le tante indagini condotte in passato infatti hanno mostrato come questi centri siano utilizzati alla stregua di vere e proprie carceri all’interno delle quali i migranti vengono rinchiusi anche senza aver commesso alcun reato e tenuti condizioni che violano completamente i diritti fondamentali degli esseri umani. Il che rischia di riproporre e acuire i peggiori attriti tra popolazione indigena e immigrati, criminalizzando questi ultimi senza alcun motivo”.

Le alternative e la linea politica – Da qui la proposta di cambiare rotta sugli investimenti: “Meglio sarebbe allora, riconsiderare l’idea di investire questi fondi in potenziamento e allargamento di progetti finalizzati all’integrazione e alla creazione di opportunità di lavoro volte a stabilizzare le sacche che pure esistono di irregolari, creando reali presupposti per il rilancio socio economico di un Litorale come quello Domitio dalle potenzialità immense, ma mai sfruttate adeguatamente”.

Il confronto con la Regione – L’europarlamentare annuncia inoltre un lavoro condiviso con la Regione: “E su questo siamo pronti a intervenire con un progetto che abbiamo in cantiere e che vuole fornire agli amministratori locali un adeguato supporto al corretto utilizzo dei fondi che l’Europa mette a disposizione per i territori, soprattutto del Sud. E per poter rendere questi percorsi siamo in contatto costante con il presidente della Regione, Roberto Fico, che affianchiamo e sosteniamo nella posizione anche da lui espressa di contrarietà all’ipotesi di realizzazione del Cpr, e col quale intendiamo avviare strategie di rigenerazione territoriale per dare alla Campania e al Meridione nuove e moderne opportunità di sviluppo territoriale, e non di arretramento come il bando in questione di fatto realizzerebbe”.

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