Si è spento all’età di 88 anni Ferdinando Terlizzi, storica firma del giornalismo giudiziario della Terra di Lavoro e punto di riferimento per intere generazioni di cronisti. Nato il 16 maggio 1937 a Santa Maria Capua Vetere, Terlizzi ha dedicato oltre mezzo secolo alla professione, distinguendosi per rigore, passione e una profonda sensibilità nel raccontare le vicende giudiziarie del territorio. I funerali si terranno sabato 11 aprile, alle ore 10.30, nella chiesa dell’Annunziata di Sessa Aurunca, città dove risiedeva da tempo.
Giornalista dal 1970, la sua carriera è stata costellata di incarichi di prestigio. È stato capo redattore, inviato speciale e direttore responsabile della Nuova Gazzetta di Caserta, oltre che cronista giudiziario per Cronache di Caserta e Cronache di Napoli. Ha inoltre fondato e diretto radio e televisioni libere, agenzie di stampa e periodici, contribuendo in modo significativo allo sviluppo del panorama editoriale casertano.
Tra le esperienze più rilevanti figurano il ruolo di responsabile del Servizio Opinioni della Rai per la provincia di Caserta, incarico assimilabile al moderno sistema Auditel, e quello di addetto stampa della Camera di Commercio Europea a Bruxelles dal 1986 al 1992. Dal 1994 al 1998 è stato direttore responsabile della rivista nazionale Detective & Crime, fondata dal criminologo Carmelo Lavorino, nell’ambito della quale partecipò nel 1994, come inviato speciale, alla World Ministerial Conference on Organized Transnational Crime organizzata dall’Onu.
Nel corso della sua lunga carriera, Terlizzi ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Nel 1983 gli è stato conferito il prestigioso premio internazionale di giornalismo “Aquila d’Oro” dalla Presidenza della Stampa Europea per una serie di reportage dall’estero. Nel 1984, a Londra, ricevette il titolo accademico di Doctor in Economic and Commercial Sciences, conferitogli dall’Università americana Pro Deo di New York, con la consegna del riconoscimento da parte del giornalista Ruggero Orlando. Nel 2017 la Libera Facoltà di Scienze Turistiche di Caserta gli ha attribuito la laurea honoris causa, mentre nel febbraio 2019 l’Associazione della Stampa di Caserta lo ha insignito del titolo di “senatore dell’informazione” per i suoi 50 anni di attività giornalistica.
La sua figura non si è limitata al solo ambito redazionale. È stato componente del consiglio direttivo dell’Associazione della Stampa di Caserta, responsabile dell’ufficio stampa dell’Associazione Magistrati Tributari di Caserta fino al 2015 e membro del team redazionale del sito Scena Criminis. Ha inoltre svolto un’intensa attività accademica e formativa, tenendo lezioni presso la Scuola di Alta Formazione in Criminologia Forense Formed e presso diverse Università della Terza Età, tra cui quella di Santa Maria Capua Vetere, dove ha ricoperto anche il ruolo di responsabile della comunicazione.
Autore prolifico, Terlizzi ha saputo trasferire la propria esperienza investigativa e umana in numerose pubblicazioni che hanno analizzato alcuni dei casi più emblematici della cronaca nera italiana. Tra le sue opere si ricordano: Il delitto di un uomo normale (2009), Il “Caso” Tafuri (2016), Le case chiuse (2017), Delitti in Bianco & Nero a Caserta (2017, ristampato nel 2019) e Vittime, Assassini, Processi (2020). Nel 2006 la trasmissione Matrix di Canale 5 ripropose un suo servizio televisivo degli anni Ottanta dedicato a un duplice omicidio di camorra, testimonianza dell’impatto e dell’attualità del suo lavoro giornalistico.
Cronista giudiziario di razza e narratore attento alle sfumature dell’animo umano, Terlizzi è stato un maestro severo ma giusto, capace di trasmettere ai giovani non solo le tecniche del mestiere, ma soprattutto i valori fondamentali della professione: il rispetto delle fonti, la precisione e la responsabilità nel raccontare i fatti. Con la sua scomparsa, il giornalismo casertano perde una delle sue voci più autorevoli, ma il suo insegnamento continuerà a vivere nelle pagine scritte e nella memoria di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare al suo fianco.

