Un raggiro studiato nei dettagli, una telefonata che ha fatto leva sulla paura e poi la rapina messa a segno in pochi minuti nell’abitazione di una pensionata. A distanza di settimane da quell’episodio, un 27enne di Caserta è stato arrestato con l’accusa di aver sottratto gioielli a una donna di 79 anni, al termine di un’indagine condotta dalla Squadra mobile modenese. Per il giovane si sono aperte le porte del carcere di Napoli Poggioreale, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modena che ha accolto la richiesta di misura cautelare avanzata dalla locale Procura.
Il raggiro e la rapina – I fatti risalgono al 29 gennaio scorso. L’anziana era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come carabiniere. Con una storia costruita ad arte, l’interlocutore aveva convinto la donna che il marito fosse coinvolto in una rapina in gioielleria e che, per verificare eventuali collegamenti con la refurtiva, fosse necessario controllare tutti i monili d’oro presenti in casa. Pochi minuti dopo quella telefonata, alla porta dell’abitazione si era presentato un uomo. Dopo essersi fatto consegnare i gioielli – per un valore di oltre 10mila euro – il malvivente si era dato alla fuga. Nel tentativo di fermarlo, la 79enne era stata spintonata. Proprio lungo le scale del palazzo l’uomo aveva incrociato il figlio della donna, arrivato poco prima a casa della madre perché preoccupato dal fatto che non rispondesse al telefono.
Le indagini e l’identificazione – Gli investigatori della squadra mobile di Modena sono riusciti a risalire all’identità dell’indagato grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza della zona. I filmati hanno consentito di individuare l’autovettura utilizzata per allontanarsi dalla città emiliana. Il veicolo è stato rintracciato nella stessa serata nei pressi del casello autostradale di Caserta, grazie alla collaborazione della sottosezione polizia stradale di Caserta Nord. Durante il controllo, l’uomo è stato trovato in possesso dei gioielli sottratti alla vittima.
La misura cautelare e l’arresto – Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno permesso alla Procura di Modena di chiedere al giudice per le indagini preliminari l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Il gip, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari prospettate, ha emesso l’ordinanza.

