Napoli, ex residenti Motel Agip occupano la sala consiliare: “Siamo diventati fantasmi”

di Redazione

Napoli – Hanno scelto un luogo simbolico per far sentire la propria voce: la sala Nugnes del Consiglio comunale. Gli ex abitanti del Motel Agip di Secondigliano questa mattina hanno occupato gli spazi istituzionali per denunciare quella che definiscono una progressiva cancellazione dei loro diritti, dopo lo sgombero dell’8 ottobre. All’esterno, in via Verdi, uno striscione riassume il senso della protesta: “Non ci cancellerete. Gli invisibili senzatetto del Motel Agip”. 

La protesta –Continuano a privarci dei nostri diritti”, affermano gli ex residenti, che raccontano di una situazione aggravata nelle ultime settimane. Dopo lo sgombero, spiegano, si sono ritrovati senza una soluzione abitativa e ora denunciano anche la cancellazione della residenza, sia per chi risultava residente nello stabile sia per chi aveva la cosiddetta residenza “di prossimità”. 

Le conseguenze –Dopo essere stati sgomberati senza soluzione e lasciati in strada dall’8 ottobre, ora scopriamo che hanno cancellato la residenza sia a chi l’aveva nello stabile sia a chi l’aveva ‘di prossimità’ (perché?). Questo significa che non possiamo più accedere al medico e alle cure, avere i sussidi che ci sono stati riconosciuti per indigenza o invalidità, la scuola per i bambini, e non possiamo neanche partecipare alle graduatorie Erp”. Secondo quanto riferito, la perdita della residenza comporterebbe quindi l’impossibilità di usufruire di servizi essenziali, dai percorsi sanitari all’accesso alle misure di sostegno economico, fino ai diritti legati all’istruzione e all’edilizia popolare. 

La richiesta –Proprio mentre si discuteva di una presa in carico col condominio sociale dei nuclei più vulnerabili – famiglie monoparentali con figli, invalidi – gli stessi scoprono di essere diventati dei fantasmi. Le soluzioni sono lente, gli sgomberi e la cancellazione veloci. Ma la residenza è un diritto costituzionale, staremo qui finché non ci verrà restituito”. 

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