Napoli celebra Sal Da Vinci con Medaglia della Città. Un pensiero al piccolo Domenico: “E’ figlio di tutti noi”

di Redazione

Napoli – La Sala dei Baroni del Maschio Angioino ha fatto da cornice alla cerimonia con cui la città ha voluto rendere omaggio a uno dei suoi artisti più rappresentativi. Il sindaco Gaetano Manfredi ha conferito a Sal Da Vinci la targa con la Medaglia della Città di Napoli, con menzione speciale “Napoli Città della Musica”, il più alto riconoscimento civico, per il successo ottenuto al recente Festival di Sanremo e per il ruolo di ambasciatore della musica partenopea nel mondo.

Accanto all’artista, nel corso dell’iniziativa, sono stati premiati anche altri protagonisti napoletani dell’ultima edizione del Festival: Luchè, Mazzariello, i direttori d’orchestra Enzo Campagnoli e Adriano Pennino, e il produttore Checco D’Alessio, tutti riconosciuti per aver contribuito a portare il nome di Napoli sul palco dell’Ariston.

L’arrivo al Maschio Angioino – L’artista è arrivato al Maschio Angioino puntuale alle ore 12. Dopo l’abbraccio dei fan alla Torretta di Mergellina nei giorni scorsi, per lui è stato il momento della celebrazione istituzionale. Nella Sala dei Baroni, accanto al sindaco, sedeva anche l’assessore Teresa Armato.

Il sindaco Manfredi: “Premiamo la storia della musica napoletana” – Nel suo intervento, il sindaco ha sottolineato il valore simbolico del riconoscimento, legato non solo all’artista ma all’intera tradizione musicale partenopea: “Oggi è una bella giornata per Napoli. Premiando Sal, premiamo la musica napoletana. Premiamo una città che nella sua storia è stata sempre una capitale della musica, dal ‘700 in poi. La nostra è una musica popolare e non ci dobbiamo vergognare di questo. La musica è un linguaggio universale e quando arriva a tutti riesce a mettere insieme le persone. Napoli, che è una città universale che accoglie tutti, è naturalmente la capitale della musica colta, popolare e di quella contemporanea. Abbiamo avuto tanti giovani sul palco di Sanremo. La capacità di rinnovarsi, ritrovare sempre nuovi stimoli, è la forza della nostra città”.

“Napoli rinata che vince sempre contro pregiudizi” – Sal rappresenta la Napoli che deve vincere sempre contro il pregiudizio. Ma questo è quello che ci dà forza. Quando si vince controvento, la vittoria è più bella. La sua è la storia di un uomo che ha saputo attraversare le stagioni della sua vita con grande professionalità ed impegno. Ha attraversato momenti difficili, ognuno di noi ha vinto e ha perso. Ma è riuscito a farlo mantenendo coerenza, passione e professionalità. Sal è rinato, come la nostra città. Ho sentito tante polemiche, ognuno ha i suoi giudizi e i suoi pregiudizi. Questa è una grande canzone d’amore, e una volta tanto festeggiamo una cosa positiva, una volta tanto. Se abbiamo la possibilità di trascorrere qualche minuto sperando al futuro, ringraziamo Sal che così ci può dare una speranza”.

“Napoli patrimonio del mondo” – Dopo la consegna della medaglia, Sal Da Vinci ha preso la parola ringraziando la città e raccontando il legame profondo con Napoli: “Sono lusingato. Spero di trovare parole intelligenti nell’esprimermi. Sono fasciato da questo grande affetto. Devo ringraziare la mia terra, se sono così è grazie a lei. Io sono molto legato a Napoli. Ognuno ha la sua città del cuore. Napoli è un patrimonio del mondo e parlando di Napoli parlo di tutta l’Italia”.

“La mia canzone parla di amore e rispetto” – Sulle polemiche legate al “patriarcato” che ha suscitato la sua canzone, l’artista ha commentato: “Ho letto molte cose. Ho chiesto alla città di non rispondere alle provocazioni che spesso si generano. Nella realtà ci sono molte cose che non dovrebbero esistere. Sal e la sua Napoli sono diventate un caso nazionale, la mia è semplicemente una canzone che parla d’amore e rispetto, di promesse. Nell’ultimo periodo le nostre promesse sono vacillanti. Invece per me è una cosa seria. E non mi riferisco solo alla mia storia, che è andata bene grazie a mia moglie e voglio ringraziarla pubblicamente. Sono arrivato ieri da Vienna, e non sapete le parole di apprezzamento e entusiasmo, ma qualche giornalista mi ha chiesto perché litighiamo l’uno contro l’altro. Certe volte me lo chiedo anche io. Noi viviamo tutti sotto lo stesso cielo. Siamo tutti italiani e vogliamo tutti portare il nostro paese fuori attraverso la musica e le culture nel miglior modo possibile. Ma è il gioco delle parti”.

“Non esistono umani di serie A o B” – Voglio ringraziare tutti i presenti e fare un applauso a tutta l’arte che si muove in questa città. Ringrazio anche il questore, che dal primo giorno è stato affettuoso. Grazie alle forze dell’ordine. Non so se merito questo grande riconoscimento, ma la vittoria non è la mia. Io sono stato un trasmettitore. Questa è la vittoria di chi nella vita lotta e crede in un sogno nonostante le avversità. Lo dedico a tutti, nessuno escluso. Non esistono esseri umani di serie A o B”.

“Meloni mi ha chiamato per complimentarsi, il resto sono fake news”– Da Vinci ha poi chiarito le voci circolate online su una presunta richiesta politica legata alla canzone, ossia il “Per sempre sì” che qualcuno ha collegato al referendum costituzionale. “Ho letto tante fake news. Il nostro presidente del Consiglio – ha spiegato Da Vinci – mi ha chiamato facendomi i complimenti ed è finita lì. È durata 30 secondi perché aveva altre cose molto più importanti della mia vittoria al Festival di Sanremo. Non mi ha assolutamente chiesto nulla, sono parole che volano nel web e diventano gigantesche. Poi se magari un giorno qualcuno, chiunque esso sia, vuole ascoltare la mia canzone pubblicamente lo può fare perché è una canzone che è stata pubblicata nelle piattaforme digitali. È un bene comune”.

Il messaggio alla famiglia del piccolo Domenico – Nel corso dell’incontro con i giornalisti, l’artista ha rivolto anche un pensiero alla famiglia di Domenico Caliendo, il bambino di due anni  deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore: “Ho sentito, prima di scendere dal van, Patrizia e suo marito, e le ho chiesto umilmente di svuotare questa rabbia che ha dentro di sé perché è fondamentale e perché ci sono due bambini da sostenere. È un dolore di tutta la famiglia, di tutta la comunità e di tutti i genitori perché Domenico è nostro figlio. Non è solo il figlio di Patrizia, è nostro figlio. Quindi un mio piccolissimo e umilissimo consiglio, le ho chiesto di sfogare questa rabbia e se loro, nel mio piccolo, hanno bisogno di una parola di conforto, io ci sono”.

Scrivici su Whatsapp
Benvenuto in Pupia. Come possiamo aiutarti?
Whatsapp
Redazione
Condividi con un amico